MIUR: atto di indirizzo 2020

 

Ministro Azzolina, senza valutazione (esterna) non si può insegnare

IlSussidiario -  13.02.2020 - Filomena Zamboli

 

Il ministeroha pubblicato l’Attodi indirizzo politico 2020 per la scuola. Stupisce che la priorità delSistema nazionale di valutazione sia all’ultimo posto. Ecco le direttrici daseguire

Il 7febbraio è stato pubblicato l’Atto di indirizzo politico istituzionale perl’anno 2020 della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. In realtà, neldocumento, non sono ancora presenti “gli obiettivi”, che “saranno inseritinella programmazione strategica del Ministero dell’Istruzione, al fine diessere tradotti in atti amministrativi concreti ed efficaci, diretti amigliorare il servizio che l’Amministrazione centrale rende alla comunitàeducante e al Paese”, ma poiché essi discendono dalle priorità politiche, sonotali priorità che vengono affrontate dettagliatamente.

Colpisceche la priorità relativa al Sistema nazionale di valutazione sia l’ultimadell’Atto. In essa si legge: “Il Sistema nazionale di valutazione, istituitodal D.P.R. 80/2013 e attivato a partire dall’anno scolastico 2014/15,rappresenta una opportunità di miglioramento e di accompagnamento per ilsistema scolastico. Alla luce delle esperienze già compiute, è necessaria unarevisione che semplifichi e armonizzi le procedure, evitando duplicazioni esprechi, e sottolinei l’obiettivo di individuare le misure necessarie peraiutare le istituzioni scolastiche a migliorare il proprio servizio al Paese ea colmare i divari territoriali”.

Anche lascuola, come qualsiasi altra organizzazione pubblica, nell’esercizio dellapropria funzione, ha necessità di valutare, secondo criteri di attendibilità e oggettività,i risultati ottenuti e la qualità delle sue prestazioni, in rapporto ai bisognie alle aspettative degli utenti e del territorio. L’esigenza della valutazionedei servizi erogati è diventata ineludibile nel momento in cui il sistema si èorganizzato in forma decentrata e autonoma. Infatti, proprio le stessedisposizioni normative (Dpr 275/99) che sanciscono l’autonomiaorganizzativa e didattica, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, hanno resoindispensabile l’adozione di un Servizio nazionale di valutazione.

È giunto iltempo di approfondire riflessivamente le esperienze fatte finora, nell’otticadel miglioramento, sia sul processo di autovalutazione delle istituzioniscolastiche, sia sugli apporti della valutazione esterna, sia nella prospettivadel bilancio sociale.

Ecco alcunedomande, di ceriniana memoria, che sentiamo rimbalzare nei nostri contestiscolastici: ci serve un sistema di valutazione? Agisce a favore o contro lascuola? Come utilizzare gli esiti delle indagini valutative? E i risultatiscolastici? Quali sono i rischi o gli effetti collaterali da considerare?Occorre chiarire l’uso che si intende fare, per esempio, dei dati sugliapprendimenti. Come vengono recuperati? Come vanno letti contestualmente adaltre informazioni sul funzionamento della scuola?

Insomma, ènecessario dilatare il focus di osservazione, supportando le scuole, attraversoun rapporto diretto, nell’analisi dei contesti operativi, e determinare unariflessione continua su una serie di processi, di modelli organizzativi, diqualità di azioni. Lo scopo della valutazione è conoscere meglio la vita stessadi una scuola, che non è mai totalmente racchiusa negli item proposti nelleindagini docimologiche, nei dati dei questionari di contesto.

Per questoabbiamo bisogno di un sistema di valutazione, cioè di unostrumento poliedrico utile a comprendere i fattori che influiscono sullaqualità di una istituzione scolastica e, conseguentemente, di tutte leautonomie del Paese.

Di tuttal’esperienza fatta in questi anni, proprio le visite dei Nev (Nuclei divalutazione esterna) hanno rappresentato dei tentativi reali di accompagnamentoin situazione e reso protagonisti gli insegnanti, i dirigenti, il personaleAta, i genitori, aprendo finestre di riflessione sia sull’organizzazione chesulla didattica.

Solo percitare un noto esempio, la varianza tra scuole, a parità di contesto, ci diceche c’è un’area di intervento possibile, perché il valore aggiuntopotrebbe dipendere da fattori diversi: l’organizzazione interna di “quella”scuola, il tipo di professionalità che vi operano e i valori in cui credono,come caratterizzano il loro insegnamento… “avendo a cuore l’unica finalità diriportare gli studenti e il loro futuro al centro del sistema di istruzione delPaese” (Attodi indirizzo 2020).

Attodi Indirizzo 2020

 

Azzolina, ecco lepriorità: più docenti specializzati sostegno, formazione docenti su ed.civica,no concorsi a singhiozzo, supplenti pagati con rapidità

Orizzontescuola – 14/2/2020 - diredazione

 

La Ministra Lucia Azzolina ha firmatol’atto di indirizzo politico-istituzionale che definisce gli obiettivi delMinistero dell’Istruzione per l’anno 2020.

Si tratta del “documento che individua le nostre prioritàd’azione, i nostri obiettivi. È un primo passaggio. Seguiranno le Linee programmaticheche presenterò nei prossimi giorni in Parlamento” dichiara Azzolina, che hadato l’annuncio della firma con un video postato su Facebook, spiegando icontenuti dell’Atto.

Ho voluto che al primo posto cifossero le studentesse e gli studenti – spiega la Ministra-. Dobbiamo dare piena attuazione all’articolo 34 della Costituzione, far sìche la scuola sia davvero aperta e inclusiva e che i privi di mezzi possanoanche loro arrivare ai più alti gradi dello studio con il nostro aiuto. Servonopiù risorse per questo, ma ci sono anche tanti fondi che non sono stati spesi eche possono essere recuperati. Dobbiamo pure pensare a una didattica piùinnovativa e coinvolgente. Abbiamo molte buone pratiche da mettere a sistema.Ci stiamo già lavorando”.

Tra le priorità, anche l’inclusione scolastica: “Dobbiamo aumentare il personalespecializzato sul sostegno, fare più formazione e dare rapidaattuazione alle nuove norme in materia. Il nuovo ciclo di specializzazione sul sostegno partirà a breve.Eredito una situazione non semplice, ma non mi tiro indietro. Ho insegnato sulsostegno e so quanto sia importante dare il giusto supporto alle famiglie eagli studenti”, prosegue la Ministra.

Il Ministero sta avviando anche “azioni mirate contro ladispersione scolastica che è diminuita, ma non abbastanza”. Esoprattutto continua ad essere ancora troppo elevata al Sud e nelle aree piùpovere del Paese. “La scuola deve tornare ad essere un ascensore sociale. Perme lo è stata, vorrei che fosse così per tutti”, continua.

Per la Ministra è necessario “educare i giovani a una cittadinanza attiva, allasostenibilità ecologica, sociale, economica promuovere l’innovazione e lecompetenze digitali: saranno anche queste priorità del nostro Ministero, inraccordo con le scuole. Stiamo chiudendo le Linee guida sull’educazione civica efaremo partire quanto prima la formazione dei docenti. Bisognadiminuire drasticamente la burocrazia, il personale non può essere soffocato daincombenze farraginose che rischiano di distogliere da tutto il resto. C’ètanto da fare, ma vogliamo farlo”.

“Promuoveremo una maggiore alleanza scuola-famiglia nelrispetto dei ruoli di tutti – conclude Azzolina -. E la formazione per tutto ilpersonale, compresi gli Ata, sempre dimenticati. Ce n’è davverobisogno.

Daremo regole certe perl’accesso alla professione docente. Bisognacominciare a programmare davvero i concorsi per evitare che in futuro si ripetaquello che è successo in questi ultimi dieci anni: una cronica mancanza diinsegnanti a causa di regole incerte e concorsi a singhiozzo.

Chiudo con una cosa che mi sta molto a cuore: in questimesi ho ricevuto centinaia di messaggi da parte di supplenti pagaticon pesante ritardo. Da supplente purtroppo era successo anche a me e so che faticasi faccia. Fra le priorità c’è anche il nostro impegno a garantire pagamenti più rapidi neiconfronti di chi fa un lavoro importante nelle nostre scuole”.


Atto di indirizzo 2020


 

ATA, Azzolina: necessaria formazione, soprattutto per assistentiamministrativi che provengono da altri profili

daOrizzontescuola – 14/2/2020 -  redazione

 

Nell’atto diindirizzo politico istituzionale firmato ieri dalla Ministra Azzolina, ilpersonale ATA è citato due volte. Entrambe a proposito della formazione.

Innovazionedigitale

Anche ilpersonale ATA sarà coinvolto nel processo di innovazione digitale degliambienti di apprendimento nella scuola.

Formazionesui profili di competenza, soprattutto per assistenti amministrativi cheprovengono da altri profili

“Vi è lanecessità – leggiamo nell’atto di indirizzo – di procedere alla valorizzazioneanche del personale ATA, garantendo a ciascuno dei profili una formazioneconcreta e puntuale sulle aree di rispettiva competenza, ma anche, esoprattutto, sui temi aperti che rappresentano le nuove sfide professionali deilavoratori.

Inparticolare, si dovrà procedere a una nuova politica formativa per gliassistenti amministrativi che provengono da altri profili, per i quali maggiormentevi è la necessità di formazione in servizio sui temi fondamentalidell’amministrazione scolastica.

 

 


 

 



 

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