Supplenze Docenti: si ma con il pc

 

Ok ai supplenti se pc muniti

daItaliaOggi – 25/3/2020 - Marco Nobilio

Ok allesupplenze nell’epoca del Coronavirus. A patto che il supplente sia munito di pce collegamento a internet e che dichiari di volerlo utilizzare per la didatticaa distanza con spese a proprio carico. Lo prevede il comma 2, dell’articolo121, del decreto legge 18, del 17 marzo scorso. Su questa ed altre disposizionisul telelavoro del personale Ata contenute nel provvedimento il ministerodell’istruzione ha già emanato le prime indicazioni. «L’articolo 121 deldecreto legge» si legge nella circolare 392 del 18 marzo scorso « oltre aprevedere la continuità dei contratti in essere di docenza in supplenza breve esaltuaria, a prescindere dunque dall’eventuale rientro del titolare e per tuttala durata dell’emergenza sanitaria, dispone che l’ulteriore stipula dicontratti, in assenza dei titolari, per il personale docente e Ata, siacomunque subordinata alla disponibilità di una propria dotazione strumentaleper lo svolgimento dell’attività lavorativa… al fine di potenziare le attivitàdidattiche a distanza».

Ma se ildocente o l’assistente amministrativo da assumere a tempo determinato dovesserorisultare sprovvisti di tale strumentazione, la relativa disponibilità potràessere assicurata dal direttore dei servizi generali e amministrativi in quantoconsegnatario e dal dirigente scolastico attraverso l’istituto del comodatod’uso. In pratica, chi non ha il computer a casa oppure non intende distrarlodall’uso privato può farselo prestare dalla scuola. Ma i costi del collegamentoad internet rimarranno comunque a proprio carico. L’idea di ricorrere alcomodato d’uso, peraltro, sembrerebbe tradire la consapevolezza, da parte del ministero,che l’imposizione dell’utilizzo del mezzo privato non poggi su solide basigiuridiche. E sembrerebbe confliggere con la normativa vigente in materia direclutamento, che non prevede tale condizione (si vedano il decreto 430/2000per il personale Ata e il decreto 131/2007 per i docenti).

Resta ilfatto, però, che l’imposizione del carico delle spese in capo ai supplenticomporta una perdita salariale che confligge con il principio di giustaretribuzione previsto dall’articolo 36 della Costituzione. E quindi, nonessendo prevista alcuna forma di ristoro patrimoniale per indennizzare talispese, lo stesso articolo 21 del decreto legge potrebbe essereincostituzionale.

La circolarechiarisce, inoltre, che le scuole saranno poste in condizione di fare frontealle spese per assumere i supplenti tramite l’assegnazione di risorseeconomiche calcolate sulla spesa sostenuta dalla singola istituzione scolasticanel triennio precedente. Il dirigente scolastico pertanto dovrà avere cura diverificare che gli incarichi di supplenza breve vengano attribuiti entro ilimiti delle risorse assegnate.

Le risorsesaranno quantificate in dettaglio e rese note dal ministero con una successivacomunicazione. Per quanto riguarda le prestazioni del personale amministrativo,l’amministrazione ha fissato come regola generale il lavoro agile. Ladisposizione del telelavoro avverrà d’imperio, non essendo prevista, a causadell’emergenza sanitaria in corso, la previa domanda dei lavoratoriinteressati. E anche in questo caso la prestazione dovrà essere svoltautilizzando strumenti e utilità nella disponibilità degli interessati anchedistraendoli dall’uso privato e senza alcuna forma di indennizzo.

L’amministrazioneha ricordato che il decreto legge dispone la disapplicazione del comma 2,dell’articolo 18, della legge 81/2017, il quale dispone: «il datore di lavoro èresponsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumentitecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attivitàlavorativa». Ma non sono previste altre disapplicazioni. Pertanto, ai sensi delcomma 1 dello stesso articolo, la prestazione va resa «senza precisi vincoli diorario» e, in ogni caso, «entro i soli limiti di durata massima dell’orario dilavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazionecollettiva». Giova ricordare, peraltro, che il vigente contratto di lavoroprevede espressamente il telelavoro per il personale Ata (si vedano gliarticoli 139-144). E che in ogni caso l’articolo 144 rinvia alla disciplina legaleper quanto non previsto nel contratto. Dunque, per questa tipologia dipersonale il ricorso al lavoro agile è del tutto legittimo. Non così, invece,per il personale docente, atteso che né la legge né il contratto prevedono peri docenti alcuna possibilità di utilizzare questa diversa tipologia dierogazione della prestazione.

 

 



 

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