Didattica online: cyberbullismo nei confronti dei Docenti

 

Cyberbullismo, offendere i docenti durante le lezioni online è reato dioltraggio a pubblico ufficiale

da Il Sole24 Ore – 24/3/202 -  Marisa Marraffino

È successoin alcune scuole della provincia di Milano che denunciano un uso scorrettodelle piattaforme digitali, utilizzate dagli insegnanti in questi giorni pergarantire la continuità didattica.
In alcuni casi gli studenti hanno condiviso i link per partecipare alle lezionicon altri utenti, che hanno prontamente ricoperto di insulti e bestemmie ilprofessore di turno. Impossibile continuare la didattica, tanto che i dirigentihanno dovuto avvisare il Miur.
In altri casi le lezioni online sono state registrare e condivise su WhatsAppin gruppi di studenti, ancora una volta per offendere, denigrare, condividereespressioni blasfeme.

Le decisionidelle scuole
In questi giorni c’è chi deicide di andare avanti e chi sta pensando diinterrompere la didattica on line. Per tutti, però, occorre agire dal punto divista legale, denunciando i fatti alle Autorità, avvisando le famiglie e ilMiur.

Leconseguenze
Dal punto di vista giuridico le piattaforme di videoconferenza sono luoghiaperti al pubblico. Si applica la stessa giurisprudenza consolidata in materiadi social network. Gli insegnanti delle scuole pubbliche o parificate, poi,sono pubblici ufficiali.
Il risultato è che offenderli durante le lezioni on line integra il reato dioltraggio a pubblico ufficiale, punito con la reclusione da sei mesi fino a treanni.
Il reato è procedibile d’ufficio, significa che gli insegnanti o il dirigenteche ne venga a conoscenza ha l’obbligo di denunciare i fatti alle autorità.

Non farlo liesporrebbe addirittura al reato di cui all’articolo 361 del Codice penale, chepunisce proprio l’omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale.
Le piattaforme informatiche registrano i dati dei partecipanti. Possibileallora che si riesca ad individuare chi ha condiviso i link e chi ha insultatoe bestemmiato.
Oggi non esiste più il reato di bestemmia, che però continua ad essere unillecito amministrativo, sanzionato con pena pecuniaria che va da 51 a 309euro.

Cosa succedealle famiglia?
Gli studenti minorenni, dai 14 anni in su, rispondono personalmente in sedepenale dei fatti commessi, se sono imputabili, ovvero capaci di intendere e divolere, lo sono quasi sempre.
Dal punto di vista della responsabilità civile, a pagare i danni per i figliminorenni sono i genitori.
Si chiama “culpa in educando” ed è stabilita dall’art. 2048 del codice civile.
Per i giudici tra i doveri educati dei genitori rientrano anche quelli diinsegnare loro l’uso corretto delle tecnologie. In caso di processo per questifatti, la carenza educativa si presume: i genitori non sarebbero ammessi neppurea fornire la prova liberatoria.
In alcuni casi le condotte ritenute gravi commesse dai figli possono farpartire l’accertamento del Tribunale per i minorenni delle capacità educative edi controllo dei genitor(Tribunale minorenni Caltanissetta, sentenza dell’ 11settembre 2018).
Sanzioni disciplinari
Le sanzioni per gli studenti possono andare dalla sospensione fino allaespulsione o insufficienze in condotta che possono determinare anche labocciatura. Tutto dipende dai regolamenti di istituto e dalla gravità deifatti.
I tribunali amministrativi negli anni hanno fatto chiarezza. Le offese suWhatsApp, ad esempio, giustificano il voto negativo in condotta, anche secondivise su un mezzo non ufficiale e fuori dall’orario scolastico (Tar Napoli,sez. IV, sentenza dell’8 novembre 2018 n° 6508).
Per alcuni tribunali, poi, nei casi in cui non sia possibile identificare iresponsabili e gli studenti non collaborano, viene punita anche l’omertà.
Le sanzioni possono in questi casi essere irrogate anche a tutta la classe.

La leggeprevede, poi, che lo studente non debba soltanto essere punito per il fattocommesso ma dovrebbe anche essere rieducato, con percorsi di recupero chepossono prevedere anche lo svolgimento di attività riparatorie di rilevanzasociale o comunque orientate all’interesse generale della comunità scolastica.Non sono quindi illecite quelle sanzioni che prevedano la pulizia delle aule,piccole manutenzioni, svolgimento di attività di volontariato o assistenzanell’ambito della comunità scolastica.
In genere le sanzioni non possono prevedere una sospensione superiore ai 15giorni che però può essere derogato e arrivare fino all’espulsione se il fattorappresenta anche un reato o un pericolo per l’incolumità delle persone .

 



 

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