Riapertura scuole: gli scenari di settembre

  Asettembre didattica mista o mini lezioni di 45 minuti

daIl Sole 24 Ore – 21/5/2020 -  RedazioneScuola

 

Metà classe segue la lezione inaula e metà a casa. O anche: mini lezioni da 45 minuti, prevedendo quindi lostesso organico ma con una diversa organizzazione del lavoro. Sono alcune delleipotesi a cui sta lavorando la task force istituita al ministerodell’Istruzione e presieduta dal professor Patrizio Bianchi.

«Sono solo ipotesi di lavoro – fanotare il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli –tuttavia posso dire che fare lezioni di 45 minuti non è un problema,l’autonomia scolastica già lo prevede, è possibile modulare diversamente l’orariose si ritiene preferibile fare lezioni di 45 invece che di 60 minuti, e questopotrebbe avere un senso soprattutto se c’è metà classe in aula e metà a casa»,visto che, come è noto, la lezione on line è più faticosa. Per Giannelli,comunque «a settembre è presumibile che si tornerà tutti a scuola anche se nonè detto ci si rimanga senza interruzioni», a causa dell’andamento del Covid.

L’ipotesi della mini didattica conlezioni di 45 minuti, consentirebbe di dividere una classe in due gruppi che sialternerebbero, ognuno farebbe un tot ore di lezione in aula e le altrepotrebbero essere fatte di materiale e lavori a distanza, oppure, mentre ungruppo fa una lezione, un altro ne fa un’altra in locali diversi (laboratori,aule magne, palestre ecc).

«Potrebbe essere una soluzioneorganizzativa – ragiona Pino Turi, leader della Uil Scuola – recuperando quelleore diversamente. Bisogna avere fiducia nelle scuole e dare poche regole ma nonsi può pensare di farlo in una stanza del ministero, bisogna attivare la flessibilitàche l’autonomia consente. Le scuole sono in grado di farlo».

Questo schema, attuabilesoprattutto per i ragazzi più grandi, non verrebbe invece preso inconsiderazione per i bambini delle elementari. Qui la task force prevederebbeincrementi di organici, come chiedono anche i sindacati. La Cisl scuola guidatada Maddalena Gissi nel proprio studio “Ri cominciare” ha calcolato cheservirebbe un incremento dell’organico di scuola dell’infanzia, primaria e Atafino al 10%. Si tratterebbe di un organico aggiuntivo, da assumere a tempoindeterminato per l’anno scolastico 2020/21. Lo studio poi immagina ilposizionamento “a scacchiera” dei banchi in aula, 1 banco/1 alunno, turnazionimattina pomeriggio, ingressi scaglionati e modalità per l’intensificazionedella pulizia degli ambienti. Filcams e Flc Cgil invece chiedono «da subito alministero dell’Istruzione e al ministero dell’Università e della Ricerca diattivare incontri sindacali congiunti coinvolgendo Anci e Conferenza delleRegioni, perché la ripresa dell’anno scolastico avvenga in presenza, insicurezza, con la tutela di tutto il lavoro».

Infine ieri la ministradell’Istruzione Lucia Azzolina è tornata su alcune parole da lei pronunciatenei giorni scorsi che hanno suscitato polemiche. «L’imbuto di Norimberga – hasottolineato – è una metafora sull’apprendimento molto nota nel mondo dellascuola: uno studente a cui vengono ‘versate’ nozioni in testa attraverso unimbuto. L’apprendimento non funziona così, i docenti lo sanno bene, ed è ciòche intendevo dire quando ho rievocato l’immagine dell’imbuto. Ci tengo atranquillizzare sul fatto che al Ministero non abbiamo provato ad infilareimbuti in testa ai ragazzi versandoci dei libri (liquefatti ovviamente), primadi dire che non funzioni… Magari da oggi ancora più persone parleranno del temadei metodi della didattica, che è molto serio».

 

Riapertura scuole: ipotesi lezioni di 45 minuti. Ma decideranno i presidi

da Corrieredella sera – 21/5%/2020 - Gianna Fregonara

Se non sipossono allungare gli orari di lavoro di professori e studenti, non resta cheridurre la durata delle lezioni. Potrebbe essere questo l’uovo di Colombo perla ripresa di settembre: invece di 60, i moduli di lezione delle scuole superioripotrebbero diventare di 45. In questo caso ogni settimana i professoriavrebbero a disposizione un quarto di lezioni in più. Su un orario di trentaore settimanali, se ne potrebbero fare 40 da 45 minuti. Se la classe è divisain due gruppi che si alternano in classe, ogni gruppo avrebbe 20 ore di lezionee le altre dieci potrebbero essere fatte di materiale e lavori a distanza.

La didatticamista

E’ una delleipotesi su cui sta lavorando la commissione Bianchi al ministerodell’Istruzione. La decisione non è ancora presa, ma l’economista bolognese e isuoi 17 colleghi stanno sfogliando la margherita delle possibili ipotesi. Quelladi una didattica mista, nel senso di metà classe in aula e metà a casa è statascartata: tecnicamente non è fattibile perché tra l’altro richiederebbe unainfrastruttura che le scuole non hanno. Senza contare la difficoltà per iprofessori e gli studenti nel doversi relazione con persone in presenza e incollegamento.

Piùinsegnanti per le elementari e le materne

Diversa lasituazione per le elementari e le materne: anche perché le ore di frequenza nonpossono modificarsi di molto. Per questo l’idea è quella di assumere – comeriporta Italia Oggi – per un anno soltanto almeno il 10 per cento di supplentiin più. La maggior parte delle classi delle primarie sono già infatticomposte da pochi bambini: 25 mila addirittura hanno meno di 15 alunni e dunquenon andranno divise. Sia laministra Lucia Azzolina che la sua vice Anna Ascani hanno più volteparlato di scuole fuori dalle aule e della possibilità di avvalersi dioperatori e volontari delle cooperative che già lavorano con le scuole. E’possibile che si ampli la possibilità per i presidi di decidere in autonomiauna parte del programma: fino ad oggi hanno a disposizione il 20 per cento deltempo scuola di elementari e medie per attività che possono essere offerte allaclasse e gestite insieme alle cooperative (teatro, visite culturali, lingue,per citare le più diffuse), ma è sempre necessaria la presenza e lasupervisione dell’insegnante.

Gli spazimancanti

Restal’ipotesi per i presidi di cercare nuovi spazi nelle zone vicine alle scuoleper allestire aule o laboratori per poter lavorare in sicurezza con i gruppi distudenti. Saranno loro, i dirigenti scolastici, a dover gestire tutti idettagli della ripresa nele loro scuole: a loro verrà lasciata molta libertà diinterpretare le indicazioni ma anche moltissima responsabilità. Nei prossimigiorni Patrizio Bianchi incontrerà la ministra Azzolina per esporle i primirisultati: molto però dipenderà dal protocollo per la sicurezza che ilministero della Salute dovrà elaborare nelle prossime settimane.

 

Rientroa settembre: lezioni da 45 minuti, classi divise e turni mattina-pomeriggio

daLa Tecnica della Scuola – 21/5/2020 – Alessandro Giuliani

 

Prende piede l’ipotesi del ritornoin classe a settembre con classi dimezzate. Perchè dal Governo appare ormaievidente l’intenzione di non incrementare l’organico degli insegnanti. La“mossa” (molto onerosa) avrebbe permesso lo sdoppiamento, così da formareclassi da non oltre 12-14 alunni, quindi in linea con i parametri sanitariimposti per le Fasi 2 e 3 dell’emergenza Covid-19. Ma per sdoppiare solo 170mila classi (128 mila della primaria e 42 mila della scuola dell’infanzia,con 4 milioni di alunni iscritti considerando paritarie ecomunali) servirebbero almeno 5 miliardi: perché una classe costanon meno di 50 mila euro l’anno, anche di più si considerano le spese digestione e per gli Ata. Se poi si dovessero modificare lestrutture scolastiche (oppure se ne dovessero riadattare altri), la spesadiventerebbe molto più alta. I sindacati, in conferenza stampa, hannomesso in conto una spesa ulteriore di 6 miliardi. Quindi il totale diventerebbepari a quasi mezza Legge di Bilancio.

Lezioni ridotte, DaD e attivitàalternative

Ecco che allora fioccano le ideealternative. Dopo la possibilità dei giorni alterni, sta prendendo quotaquella delle mini lezioni da 45 minuti, prevedendoquindi un organico solo leggermente maggiorato abbinato ad unadiversa organizzazione del lavoro.

All’ipotesi starebbe lavorando,scrive l’Ansa, anche la task force istituita al ministero dell’Istruzionee presieduta dal professor Patrizio Bianchi.

L’ipotesi della mini didattica conlezioni di 45 minuti, consentirebbe di dividere una classe in due gruppi che sialternerebbero, ognuno farebbe un tot ore di lezione in aula e lealtre potrebbero essere fatte di materiale e lavori a distanza, oppure, mentreun gruppo fa una lezione, un altro ne fa un’altra in locali diversi(laboratori, aule magne, palestre ecc).

In quest’ultimo caso rimane ilproblema di chi gestirà la lezione con il gruppo impegnato nelle attività“alternative”: nella scuola, infatti, non è possibile, contrattualmenteparlando, affidare gli alunni a figure professionali alternative a quella del docente.

Giannelli (Anp): oreridotte, l’autonomia già lo prevede

Antonello Giannelli,presidente dell’Associazione nazionale presidi, si è detto comunquepossibilista: “fare lezioni di 45 minuti non è un problema, l’autonomiascolastica già lo prevede, è possibile modulare diversamente l’orario se siritiene preferibile fare lezioni di 45 invece che di 60 minuti, e questopotrebbe avere un senso soprattutto se c’è metà classe in aula e metà a casa”,visto che, come è noto, la lezione on line è più faticosa.

Di lasciare a settembre gli alunnia casa, soprattutto se piccoli, quindi fino agli 11-12 anni, le famiglie nonvogliono però sentirne nemmeno parlare.

Ecco, allora che diventaindispensabile incrementare gli organici degli insegnanti, come chiedono anchei sindacati: è bene ricordare che però i 16 mila docenti in più dellasecondaria quasi sicuramente non saranno individuati a settembre, come i quasi50 mila posti originari complessivi tra le due procedure.

La proposta Cisl: +10% di docenti e Ata

La Cisl Scuola nelproprio studio “Ri cominciare” ha calcolato che servirebbeun incremento dell’organico di scuola dell’infanzia, primaria e Ata fino al10%. In termini pratici, si tratterebbe, secondo le stime della Tecnicadella Scuola, di almeno 40 mila nuovi posti: un organico aggiuntivo,sottolinea il sindacato confederale, si posti da coprire a tempo indeterminatoper l’anno scolastico 2020/21.

Lo studio Cisl Scula poi immaginail posizionamento “a scacchiera” dei banchi in aula, 1 banco/1 alunno, turnazionimattina pomeriggio, ingressi scaglionati e modalità perl’intensificazione della pulizia degli ambienti.

Una soluzione che rispecchia iparametri del protocollo sottoscritto priorio ieri con i dirigenti deldicastero di Viale Trastevere.

Turi (Uil): poche regole, macondivise

“Potrebbe essere una soluzioneorganizzativa – ragiona Pino Turi, leader della Uil Scuola –recuperando quelle ore diversamente. Bisogna avere fiducia nelle scuole e darepoche regole ma non si può pensare di farlo in una stanza del ministero”.

“Bisogna attivare la flessibilitàche l’autonomia consente. Le scuole sono in grado di farlo”, conclude Turi.

Se rimangono le classi “pollaio” è tuttoinutile

Una mano alle scuole potrebbearrivare al Decreto Legge Rilancio pubblicato in GazzettaUfficiale, che ha portato ulteriori risorse da destinare alle scuole edestinate e diverse finalità del prossimo anno scolastico, proprio per laripartenza in sicurezza. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, che ha firmatoil protocollo sulla sicurezza, ha detto che serviva una stanziamento ulteriore“di 7 miliardi di euro”, così da “eliminare le oltre 20 mila classi pollaiooggi ancora presenti”. Ma anche per “rifare classi con 10-15 alunni senzaturnazione per 20-35 metri quadrati, come abbiamo chiesto conprecisi emendamenti al decreto legge 22 ora al Senato. Oltre che perassumere necessariamente altri 200 mila docenti e Ata tagliati”.

 

 



 

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