Sentenza/Dirigente non fornisce elenco analitico retribuiti con il FIS

 

Personale pagato con fondi di istituto, tribunale: dirigente non fornisceelenco analitico retribuiti. Interviene tribunale

Orizzontescuola – 22/5/2020 - Avv. Marco Barone

Il decretoemesso dal Tribunale del Lavoro di Cagliari ( n°862/2020 dell’8 aprile delcorrente anno) affronta una duplice questione che nel comparto scuola continuaa determinare contenziosi e relazioni sindacali tutt’altro che pacifiche. Sitratta di un provvedimento significativo che nasce in relazione ad un ricorsoproposto dall’associazione COBAS Scuola Sardegna – Provincia Cagliari, dallaGILDA – UNAMS (Provincia di Cagliari), dalla UIL Scuola Rua Cagliari, ProvinciaSud Sardegna, dalla CISL scuola di Cagliari, dalla FLC CGIL FederazioneLavoratori della Conoscenza di Cagliari, realtà sindacali come difese dairispettivi avvocati.

Il fatto

Con ricorsole organizzazioni sindacali ricorrenti convenivano in giudizio, ai sensidell’art. 28, legge 300/70 una scuola lamentando, nella loro qualità diassociazioni sindacali rappresentate nella RSU della scuola indicata e diassociazioni sindacali territoriali firmatarie del CCNL di settore, che ilDirigente Scolastico dell’istituto resistente, nel corso dell’anno scolastico2018/19, avesse posto in essere due distinte condotte antisindacali. Nellospecifico di essersi rifiutata di rendere l’informativa richiesta dalle RSU conriferimento all’elenco analitico dei compensi nominativi assegnati ad ognisingolo lavoratore nell’anno scolastico precedente e, in secondo luogo, avevadisposto, autoritativamente, in assenza di accordo con le RSU in sede dicontrattazione integrativa, il pagamento di tutti i propri collaboratori,nominati in numero di sei, utilizzando il FIS, benché la normativa di settoreconsenta, in assenza di accordo sindacale, l’utilizzo del FIS esclusivamenteper la remunerazione di due collaboratori.

Sul dirittoall’informativa

Il giudicedel lavoro osserva che “il diritto di informazione, il cui corretto e completoadempimento, a norma dell’art. 5 CCNL 2016/2018, costituisce il “presuppostoper il corretto esercizio delle relazioni sindacali”, si configura come unodei presupposti necessari perché alle organizzazioni sindacali sia consentitodi “poter svolgere pienamente il proprio mandato sindacale”, deveaffermarsi che, anche nella materia in esame, a fronte dell’interessepartecipativo e non meramente conoscitivo vantato dalle organizzazionisindacali nel procedimento di formazione, ripartizione e distribuzione dellerisorse del Fondo di Istituto, non operi il limite dell’anonimato dei dati esussista, invece, un interesse tutelato dei soggetti sindacali “a conoscereogni particolare della procedura stessa” e, quindi, i “nominativi deisingoli”, ”la natura degli incarichi e progetti svolti”, “la individuazionepuntuale ed analitica delle somme riconosciute a ciascuno di loro”.

Non sicondivide il parare del Garante della Privacy

“Nonrisulta, invece, condivisibile il parere di segno contrario, invocato dallaparte convenuta a sostegno della propria posizione, reso il 7 ottobre 2014 dalGarante per la protezione dei dati personali, dal momento che in esso sitrascura di considerare la particolare posizione “interna,” rivestita, comedetto, dalle organizzazioni sindacali nel procedimento di formazione,ripartizione e distribuzione delle risorse del Fondo di Istituto, e laconseguente funzione partecipativa, e non, invece, di garanzia ditrasparenza dell’operato della pubblica amministrazione nei confronti deisoggetti esterni al procedimento, che il diritto di informazione sindacaleriveste nelle fattispecie analoghe a quella in esame. Né, d’altra parte, puòdubitarsi del fatto che le modalità di informazione pretese dalleorganizzazioni sindacali ricorrenti – certamente pertinenti alle prerogativeche la contrattazione collettiva riconosce alle medesime in ordine allaverifica, sia dei nominativi del personale utilizzato nelle attività e neiprogetti retribuiti con il Fondo d’istituto, sia dell’avvenuto rispetto deicriteri stabiliti per l’utilizzo delle risorse del fondo e per l’attribuzionedei compensi accessori (art. 6, lett. n e o, CCNL 2006/2009) –risultino altresì proporzionate rispetto alla indicata finalità partecipativacui il diritto di informazione è funzionale, dal momento che la realepossibilità di verificare pienamente e compiutamente il rispetto dei criterisopra indicati non può prescindere dalla completezza dell’informazione ottenutae dalla possibilità di conoscere i concreti destinatari delle risorseimpiegate.

Sì aldiritto dei dati analitici dei lavoratori pagati con il FIS

“Allastregua delle considerazioni svolte, ritenuta, quindi, la natura antisindacaledella prima delle condotte denunciate dalle parti ricorrenti, deve ordinarsialla parte convenuta di fornire alle parti ricorrenti l’elenco analitico deicompensi gravanti sul FIS assegnati in relazione all’anno scolastico 2017/2018,comprensivo dei nominativi dei lavoratori interessati, dell’indicazione degliimporti ricevuti da ciascuno dei medesimi e del titolo della relativaattribuzione patrimoniale”.

Con il FISsi possono pagare solo due collaboratori del dirigente

Quanto allaseconda condotta denunciata deve, innanzitutto, rilevarsi come la normacontenuta nell’art. 1, comma 83, legge 107/15, la quale prevede che “Ildirigente scolastico può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomiafino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supportoorganizzativo e didattico dell’istituzione scolastica”, e quella contenutanell’art. 88, comma 2, CCNL 2006/09, la quale prevede che “Con il fondo”(di istituto) “sono, altresì, retribuite : …. f) i compensi da corrispondereal personale docente ed educativo, non più di due unità, della cuicollaborazione il dirigente scolastico intende avvalersi nello svolgimentodelle proprie funzioni organizzative e gestionali”, operino su due pianidifferenti, stabilendo la prima il limite, sino al 10% dell’organico, delleprerogative del Dirigente Scolastico nella nomina dei propri collaboratori e laseconda il limite, ben più stringente, entro il quale i predetti incarichidebbano necessariamente gravare sul Fondo di istituto.

Deve,quindi, escludersi che tra le norme indicate esista un contrasto, sussistendopiuttosto tra le medesime una mera relazione di interferenza, cosicché deveanche escludersi, a prescindere da qualunque altra considerazione, che, lasopravvenuta vigenza della legge 107/15 abbia comportato, a norma dell’art. 1,comma 196, della legge medesima, l’inefficacia della norma contrattualerichiamata.

D’altraparte, l’indicata norma contrattuale non può ritenersi neanche incisa dalcontenuto della seconda parte del già citato art.1, comma 83, legge 107/15,secondo il quale “Dall’attuazione delle disposizioni del presente comma nondevono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, postoche la norma non effettua alcun riferimento, né implicito, né indiretto, alFondo d’Istituto, né alla stessa può essere riconosciuta, più in generale, lafunzione di individuare o imporre altre forme di “finanziamento” degliincarichi eventualmente attribuiti dal Dirigente Scolastico, svolgendo lastessa piuttosto la funzione di porre un limite alle prerogative stesse, nelsenso che gli incarichi potranno essere conferiti nei soli limiti in cui imedesimi, nel rispetto delle norme vigenti, compresa, quindi, quellacontrattuale relativa alle attività che debbano necessariamente gravare sulFondo di istituto, non comportino nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica.

Escluso,quindi, che la norma contrattuale contenuta nell’art. 88, comma 2, lettera f,CCNL 2006/2009 sia stata efficacemente abrogata, limitata o incisa da altrefonti normative, deve, altresì, escludersi che la stessa, non “derogata” insede di contrattazione integrativa ai sensi dell’art. 22, lett. c), CCNL2016/2018, potesse essere unilateralmente disattesa dalla Dirigente Scolastica,come invece pacificamente avvenuto nella presente fattispecie. Sulla base delleconsiderazioni svolte, ritenuta, quindi, la natura antisindacale anche dellaseconda condotta denunciata, la clausola del Contratto d’Istituto 2018/2019 conla quale l’Istituto convenuto, in persona del proprio Dirigente Scolastico, haposto a carico del Fondo FIS i compensi dei collaboratori eccedenti il numerodi due unità previsto dalla contrattazione collettiva di settore deve essereannullata e deve essere ordinato all’Istituto medesimo, in persona del proprioDirigente Scolastico, di astenersi per il futuro da comportamenti analoghi aquelli indicati”.

 

 



 

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