Sentenze/Scuola e abuso d’ufficio

  Scuolae abuso d’ufficio: sì se impartiscono lezioni private a studenti istituto, nose spengo distributori snack in orario lezioni. Alcuni casi

Orizzontescuola – 26/6/2020  - Avv. Marco Barone

 

L’articolo 323 del Codice Penaleafferma che “Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblicoufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento dellefunzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento ,ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di unprossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a séo ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un dannoingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentatanei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità”.Fattispecie criminosa che nella scuola viene a volte contestata, seguiranno oraalcuni orientamenti.

Qualificare come ingiustificata l’assenza invece giustificata daldocente è abuso d’ufficio

La Cass. pen. Sez. VI Sent.,11/06/2008, n. 37172 (rv. 240932) afferma che “È configurabile il reato d’abusod’ufficio per violazione di legge nella condotta del dirigente scolastico chequalifichi come ingiustificata l’assenza dal servizio di un insegnante, dovutainvece ad un precedente provvedimento di sospensione dal servizio.(Nell’affermare tale principio, la Corte ha stabilito che tale abusocostituisce una diretta violazione di legge per l’assenza dei presupposti di fattoche consentono l’azione della P.A.). (Rigetta, App. Reggio Calabria, 6 Marzo2007)”.

Non sussiste abuso d’ufficio se DS commina sanzione a docente con cui sussisterapporto conflittuale

La Corte di Cassazione Sez. SestaPen. – Sent. del 07.09.2012, n. 34280 rileva che con gli approdi “dellagiurisprudenza amministrativa sul punto si è chiarito che, nell’esercizio deipoteri di disciplina, l’obbligo di astensione in capo al pubblico ufficialesussiste solo quando l’inimicizia sia determinata da motivi di interessepersonale, estranei all’esercizio della funzione e non anche per ragioniattinenti al servizio, sicché non può costituire elemento sintomatico di unasituazione di grave inimicizia nei confronti dell’incolpato la proposizione(come nel caso in esame) di denunce da parte del dipendente sottoposto aprocedimento disciplinare. Sul punto la motivazione della sentenza impugnata èassolutamente carente, non essendosi chiarito se, oltre alle denunce sporte daparte della dipendente sottoposta a procedimento disciplinare (attinenti aragioni di servizio) sussistessero altri motivi di inimicizia personale tradetta dipendente ed il preside.”

E’ abuso d’ufficio impartire lezioni private ad alunni del proprioistituto percependo compensi

La Cassazione penale, sez. VI, sentenza 24/09/2008 n° 36700 afferma: “Perquanto riguarda le censure relative alla condanna per il reato di abusod’ufficio, si rileva che, a differenza di quanto sostenuto dal ricorrente,sussiste il requisito della doppia ingiustizia. L’imputato, oltre a porre inessere una condotta abusiva violando l’art. 89 d.P.R. 31 maggio 1974, n. 417,che stabilisce un divieto generale per gli insegnanti di impartire lezioniprivate ad alunni del proprio istituto, ha inoltre conseguito un ingiustovantaggio patrimoniale consistito nella percezione del compenso per le lezionisvolte e dai regali che lo stesso imputato sollecitava ai genitori dei suoiallievi.”

Si può incorrere in abuso d’ufficio se il Dirigente non si astiene incaso di conflitto di interessi

Una Corte d’appello confermava lasentenza emessa nel giudizio precedente che condannava l’imputata alla penacondizionalmente sospesa di mesi sei di reclusione per il delitto di cui agliartt. 110 e 323 c.p., commesso per avere, in concorso con la figlia –separatamente giudicata – abusato della sua qualità di dirigente scolasticodell’Istituto Comprensivo stipulando con la xxx., per conto del predettoIstituto, un contratto di prestazione d’opera per l’esecuzione del progettorelativo ad uno “sportello d’ascolto e supporto psicopedagogico a favore deiminori a rischio della scuola secondaria di 1^ grado” in violazione del doveredi astenersi in presenza dell’interesse di un prossimo congiunto, nonché delledisposizioni di cui al D.M. 1 febbraio 2001, n. 44, artt. 33 e 34, chestabiliscono il previo intervento deliberativo del Consiglio d’Istituto, nonchèl’esame comparativo di almeno tre offerte prima di addivenire alla scelta delcontraente nel caso di una spesa di importo superiore al limite dei 2.000,00Euro. Per i giudici la scelta della xxx quale controparte, non rispondeva adalcun atto dovuto, poichè non si trattava di un soggetto preventivamenteindividuato in base a requisiti minimi, o dotato di una particolarequalificazione ma rispondeva a ragioni che costituivano il profilo sintomaticodi uno sviamento di potere che, frustrando la par condicio di terzi parimentiinteressati, poneva le basi per l’individuazione dell’elemento dell’ingiustiziadel vantaggio, elemento, questo, che ha costituito, come emerge nella sentenza,la principale finalità della condotta, e non semplicemente un suo risultatoaccessorio, tanto che il rapporto di parentela venne tenuto nascosto a tuttiper emergere solo al termine dell’anno scolastico scrivono i giudici,quando la prestazione era stata portata a compimento. Il ricorso giungeva inCassazione, che con la sentenza della Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud.27-06-2013) 03-09-2013, n. 36213 lo respingeva.

Se un DSGA disponeva che i distributori di snack rimanessero spenti dalle8,30 alle 13 non è abuso d’ufficio

All’ imputato veniva contestato diavere, abusando della sua qualità di direttore dei servizi generali eamministrativi dell’Istituto, emanato un ordine con il quale disponeva che idistributori degli snack rimanessero spenti dalle ore 8,30 alle ore 13 e che ildistributore del caffè fosse acceso dalle ore 11 alle ore 12, così invadendo lecompetenze del dirigente scolastico e disattendendo il “principiodell’economicità e dell’utilizzo ottimale delle strutture al fine di ridurre icosti a carico dei convittori”, e così a parere dell’accusa in tal modo recavavantaggio alla ditta xxxx figlio del dipendente xxxx la quale gestiva il barinterno e poteva pertanto godere del monopolio della ristorazione nell’orarioantimeridiano (in (OMISSIS)).

L’assunto accusatorio secondo cuil’imputato, esorbitando dai poteri inerenti alla sua qualità di direttore deiservizi generali e amministrativi dell’istituto http://pluris-cedam.utetgiuridica.it/gfx/ft_prev.gifscolasticohttp://pluris-cedam.utetgiuridica.it/gfx/ft_next.gife invadendo le competenze proprie del http://pluris-cedam.utetgiuridica.it/gfx/ft_prev.gifdirigentescolastico che aveva emanato un ordine regolante gli orari di funzionamentodegli apparecchi di distruzione automatica di bevande e merendine (al fine direcare un vantaggio alla ditta che gestiva il bar interno) è smentito dalladocumentazione in atti, dalla quale in realtà risulta che l’imputato si limitòa recepire la modifica contrattuale avanzata dalla ditta xxxxx, che gestiva idistributori automatici e con la quale legittimamente l’ imputato intrattenevai rapporti commerciali nella sua qualità di direttore dei servizi generali eamministrativi dell’istituto scolastico. Fu dunque solo a seguito dellaformalizzazione del contratto che si produsse l’effetto giuridico della mutataregolamentazione degli orari di funzionamento dei distributori automatici dibevande e merendine, da ciò derivando che, contrariamente a quanto contestato,l’ imputato non esorbitò dalle sue funzioni come definite dal regolamentoscolastico. La Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud. 19-06-2014) 31-07-2014, n. 33877conclude sostenendo che l’imputato va pertanto assolto dal residuo reato diabuso d’ufficio perché il fatto non sussiste, con conseguente annullamentosenza rinvio, in parte qua, della sentenza impugnata.

 

 



 

Copyright © 2020 Di.S.A.L.