Sentenze/Denti rotti all’intervallo

  Studentesi frattura denti durante la ricreazione, docente non responsabile

Orizzontescuola – 26/6/2020 -  Laura Biarella

 

La Corte di Cassazione (sezione VICivile – 3, ordinanza n. 12410 depositata il 24 giugno 2020) ha rigettatol’istanza di risarcimento del danno formulata, nei confronti del Ministerodell’Istruzione, dai genitori di un alunno, rimasto ferito in seguito ad unincidente, occorso in classe durante l’intervallo dalle lezioni. I Giudici nonhanno rintracciato, nella ricostruzione giudiziaria dell’evento, alcunasituazione di pericolo, bensì, al contrario, hanno ravvisato la ricorrenza diun’adeguata vigilanza, svolta in aula dalle due docenti.

Ifatti

Un alunno inciampa e si riversaaddosso a un compagno di classe che, essendosi abbassato per raccogliere unapenna, a causa dell’urto finisce col battere il volto sul pavimento. Ilviolento impatto produce una lesione sulla persona, cioè la frattura di tredenti.

La repentinità e imprevedibilità dell’evento

La Cassazione, nel rigettare ilricorso dei genitori del ragazzo, nel frattempo divenuto maggiore di età, haconfermato la decisione già resa dai giudici di merito, sia in primo che insecondo grado, dove era stata ravvisata l’assoluta repentinità eimprevedibilità dell’evento, come anche l’insussistenza di una condottanegligente delle docenti. Inoltre, era stato appurata l’adozione di idoneemisure organizzative.

Ilprecedente

Nella pronuncia si aderisce ad unprecedente indirizzo, che viene peraltro specificamente richiamato (Corte diCassazione, Sezione III Civile, Sentenza 13 novembre 2015, n. 23202) e dove, intema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, si era affermatoche non è sufficiente, per superare la presunzione di responsabilità a lorocarico (ex art. 2048 c.c.), la dimostrazione di aver esercitato la vigilanzasugli alunni nella misura dovuta ed il carattere imprevedibile e repentinodell’azione dannosa ove sia mancata l’adozione delle più elementari misureorganizzative per mantenere la disciplina tra gli allievi. Ciò per spiegareche, nel caso deciso il 24 giugno 2020, le misure organizzative non eranomancate, quindi le insegnanti non potevano essere ritenute responsabili.

 

 



 

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