Piano scuola 2020 – 2021: il piano di Comuni e Province

 

DOCUMENTO ANCI E UPI SU

PIANO SCUOLA 2020 – 2021


Documento per la pianificazione delle attivitàscolastiche, educative e formative in tutte le istituzioni del Sistemanazionale di Istruzione

 

Conferenza Unificata del 25 giugno 2020

 

Il Piano scuola 20202021 che presenta oggi il Ministro dell’Istruzione è stato oggetto di unconfronto serrato tra Ministero, ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni.

ANCI e UPI hannocontribuito fattivamente, sia attraverso il confronto tecnico che con ladefinizione di documenti unitari, nella convinzione che la riapertura dellescuole di ogni ordine e grado con didattica in presenza all’avvio del nuovoanno scolastico debba essere considerato l’obiettivo prioritario di tutte leistituzioni del Paese.

Il Piano scuola, chenella stesura iniziale scontava diverse criticità, sia rispetto alla coperturafinanziaria degli interventi necessari sia rispetto alle strutture di governanceche venivano individuate a livello locale (Tavolo Regionale e Conferenza deiservizi) come pure con riguardo al ruolo degli enti locali nei cosiddetti PattiEducativi di Comunità piuttosto che nell’opera di digitalizzazione dellascuola, risulta ora migliorato grazie all’accoglimento delle richiestepresentate da ANCI  e UPI.

D’altronde la sceltaoperata dal Ministero di una forte connotazione territoriale, così daconsentire una piena adesione delle decisioni alla realtà, deve necessariamenteessere sostenuta da un ruolo centrale di Comuni, Province e Città metropolitanenel coordinamento delle azioni e nella gestione delle criticità generali delterritorio.

In questo contesto,apprezziamo le indicazioni emerse dallo stralcio del  Verbale n.90 della riunione del ComitatoTecnico Scientifico del 22 giugno scorso nella parte relativa al Quesito sullemodalità di ripresa delle attività didattiche del prossimo annoscolastico,  che pur confermando leresponsabilità di dirigenti scolastici ed enti locali, suggeriscono un quadrodi gestione degli spazi scolastici più agevolmente attuabile, indicando come lamaggiore criticità sia nella mobilità degli studenti. Apprezziamo la confermadell’indicazione della misura di distanziamento fisico indicata che prevede 1metro tra le “rime buccali” degli alunni che contribuirà alla miglioreriorganizzazione all’interno delle classi e  degli  spazi scolastici.

 




 

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