Riapertura scuole: la carenza di aule

 

Gli istituti superiori e le grandi città Ecco dove mancano i posti nelleclassi

da Corrieredella sera – 29/6/2020 - Gianna Fregonara e Orsola Riva

 

Un milione eduecentomila, circa. Nonostante il Cts abbia un po’ accorciato le distanze disicurezza che gli studenti dovranno tenere in classe dal 14 settembre graziealla ridefinizione del calcolo in base alle «rime buccali», sono ancora tanti ibambini e i ragazzi che devono essere ricollocati e sistemati nei prossimi duemesi e mezzo. Chi sono gli studenti che non hanno un posto in aula? I dati delcruscotto del Miur, in base ai quali la ministra Azzolina ha fatto i conti,sono custoditi sotto password al ministero. Ma una mappa si può cominciare afare. I presidi hanno già lanciato l’allarme: temono che si finisca, propriosulla base della disponibilità degli spazi, per avere scuole di serie A escuole di serie B, cioè costrette a ridurre i tempi a scuola, a ricorrere alladidattica a distanza, ad arrangiarsi insomma.

Ci sonopiccole regioni come il Molise, la Basilicata e la Valle d’Aosta, dove cidovrebbero essere meno problemi. Al contrario delle aree metropolitane, inparticolare Milano e Roma, Firenze e Bologna, anche se si segnalano casi aUrbino, in Toscana, a Varese.

Quest’anno i40 mila edifici scolastici ospitavano 7,5 milioni di alunni dai 3 ai 19 anni,suddivisi in poco meno di 370 mila classi: 20,5 per aula in media, ma conenormi differenze a seconda del tipo di scuola e della regione. Alleelementari, una classe su 5 (il doppio in regioni come il Molise) sarebbe giàin regola visto che ha meno di 15 alunni, mentre alle superiori, dove sonoaumentati gli iscritti, una classe su 5 (una su 4 in Lombardia) ha più di 25studenti, con punte anche oltre i 30. «Nel Lazio abbiamo difficoltà in 150scuole circa — spiega Mario Rusconi, presidente del sindacato regionale deipresidi — e la Città Metropolitana non ci ha ancora fatto sapere nulla sullapossibilità di trovare spazi aggiuntivi». In uno dei licei scientifici dellaCapitale, il Newton, circa un terzo degli studenti sono al momento di troppo,servirebbero venti-trenta aule in più per poter sistemare tutti. Il circuitoCinema di Roma che si è proposto per mettere a disposizione le sale: ne ha 26in tutto da offrire.

Il premierConte e la ministra Azzolina, presentando le linee guida, hanno detto che nonvogliono mai più classi pollaio. Ma con le regole anti-Covid anche una da 20può essere troppo numerosa. È vero che negli ultimi cinque anni la scuola haperso quasi 300 mila alunni e ci sono «3000 edifici scolastici dismessi doverecuperare spazi», come promette la ministra Azzolina. Ma non è detto che sianodove servono. In regioni come la Calabria, la Campania e la Sardegna l’80 percento delle classi elementari ha meno di 22 alunni, mentre in Lombardia,Emilia-Romagna e Toscana le sezioni da dividere sono almeno il 40 per cento.

Molto peggiova alle superiori visto che, nonostante i ripetuti proclami grillini, nessunoha ancora messo mano alla norma varata ai tempi della ministra Gelmini chefissa un numero minimo di 27 studenti per le classi prime, proprio nell’anno dipassaggio che segnala sempre il maggior numero di abbandoni. Perché gliadolescenti possano frequentare in sicurezza a settembre bisognerebbe dividerecirca trentamila classi. Peccato che appena qualche giorno fa al liceo classicodi Montalto nelle Marche non si sia riusciti a formare una prima in più perchéaveva «soltanto» 18 alunni.

Come se nonbastasse da Milano a Roma sono decine i licei e gli istituti tecnici eprofessionali che in queste settimane si sono visti recapitare provvedimenti ditaglio delle classi nel passaggio dal biennio al triennio. Spiega RobertaFantinato, preside del liceo classico Minghetti di Bologna: «Ci hanno assegnatogli organici come se non ci fosse stata l’emergenza Covid. Con l’ulterioreparadosso che quest’anno nessuno è stato bocciato. Senza la consueta “tosatura”delle classi alla fine del primo biennio, le terze sono molto più affollate delsolito».

Ci sono regionicome le Marche in cui alcune scuole hanno per tutto il percorso delle superioripiù di trenta alunni in una stessa aula, con punte fino a 42. A Milano sonootto gli istituti superiori coinvolti dagli accorpamenti. A Varese, aglistudenti del liceo Manzoni è andata anche peggio: hanno protestato contro lascelta di dividere una seconda di 19 alunni. Il preside ha spiegato che è giàandata bene così perché è stata «tagliata» una sola classe quest’anno e incambio la scuola ha ottenuto di avere una prima in più.

 

 



 

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