25 anni di storia
Sono trascorsi 25 anni da quando DiSAL è stata fondata, l’8 marzo 2001. In questi venticinque anni, l’associazione ha attraversato riforme e cambiamenti, portando la voce della realtà nelle istituzioni. Dalla formazione dei nuovi dirigenti ai convegni nazionali, dai laboratori regionali ai progetti di ricerca, dai comunicati stampa alle interlocuzioni istituzionali DiSAL ha costruito una rete che unisce presidi di scuole statali e paritarie sotto un’unica visione: il preside è il primo custode e promotore della proposta formativa di una scuola.
le tappe più significative
Gli inizi
Dopo un incontro ad un seminario di formazione a Rimini nel 1994 un gruppo di presidi lombardi, legati all’associazione di docenti DIESSE, inizia a trovarsi mensilmente a Milano per un confronto focalizzato sui problemi quotidiani didattici e amministrativi specifici per il capo d’istituto, senza perdere mai di vista la preoccupazione educativa. Il metodo è focalizzato su una solidarietà professionale. Nel giro di pochi anni la piccola rete iniziale si allarga grazie all’amicizia tra presidi di scuole statali e paritarie, superando le diverse provenienze culturali.

Il nome
Roberto Pellegatta, tra i fondatori e primo presidente, raccontava che la mattina che stava andando in auto da Seregno a Milano per costituire con altri presidi l’associazione, passò davanti ad un supermercato della rete DisAl (Distribuzione Alimentari), una rete di supermercati che aveva avuto un po’ di diffusione nel nord d’Italia. Fu in quel momento che quel nome si tradusse subito nella sua mente come Dirigenti Scuole Autonome e Libere, DiSAL, appunto! Arrivati dal notaio quando questi chiese come si voleva chiamare l’Associazione Roberto disse tranquillamente DiSAL – Dirigenti scuole autonome e libere: tutti gli altri presidi approvarono immediatamente trovando quel termine adatto, facilmente memorizzabile e originale. E DiSAL fu! Proprio in quei mesi il termine preside con cui fino ad allora si chiamavano i capi di istituto stava trasformandosi nell’espressione ‘dirigente scolastico’, termine che fu poi codificato definitivamente dal Decreto Legislativo del 30 marzo 2001 n. 165 che introdusse la dirigenza pubblica anche a capo delle autonomie scolastiche.

La costituzione di DiSAL
L’8 marzo 2001 venti presidi di scuole statali e paritarie firmano a Milano l’atto di costituzione di DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere). La data, festa della donna, è una coincidenza, ma segna l’inizio di una cura costante per la scuola. Siamo all’indomani dell’introduzione dell’autonomia scolastica (DPR 275/1999) e alla vigilia della nascita della figura del dirigente scolastico (D.Lgs. 165/2001). Il gruppo di presidi che si è costituito in associazione decide di non vivere il nuovo ruolo come un semplice adempimento burocratico, ma come un’occasione di libertà e responsabilità. Già nel primo anno nascono gruppi a Genova, Bologna, Torino e Padova.

I primi sviluppi
Vengono costituiti gruppi DiSAL in quasi tutte le regioni italiane. L’associazione approfondisce il focus dalla pura gestione tecnica alla leadership educativa. L’obiettivo è valorizzare una direzione che metta al centro la persona e le nuove sfide educative e culturali. Viene coniata l’espressione DiSAL sei tu. Nel 2009 l’associazione conta già 250 soci. La crescita dell’associazione porta alla decisione di ridefinire lo statuto in data 18 marzo 2010.



Ricerca e apertura internazionale
A poco più di 10 anni dall’avvio dell’autonomia scolastica, la direzione nazionale DiSAL riflette sulle prospettive della governance di scuola che sono sintetizzate nel Manifesto per il futuro della dirigenza scolastica, reso pubblico nel 2013. In quest’ottica si percepisce sempre più la necessità di un lavoro di studio e ricerca. Le direttive di questa ricerca portano DiSAL a stringere rapporti con il mondo accademico e a sviluppare confronti internazionali. Si avvia l’esperienza del job shadowing con scuole dell’Ontario, in Canada. A partire dal 2015 oltre 50 dirigenti scolastici DiSAL faranno questa esperienza.

Emergenza Covid
L’emergenza del Covid costringe le scuole a sviluppare competenze digitali per comunicare con studenti e famiglie. Anche DiSAL avvia percorsi formativi utilizzando webinar, video on demand e sviluppa le prime riflessioni sull’incidenza degli strumenti digitali nell’apprendimento e nelle attività gestionali. La sintesi di questi studi è la ricerca In-Campus sviluppata con la School of Management del Politecnico di Milano. I momenti di lockdown comportano però una rinnovata consapevolezza e l’amplificarsi di occasioni di confronto a livello nazionale. La fase di emergenza si conclude con il ritorno al convegno nazionale in presenza a Napoli nell’aprile del 2022.

Le transizioni in atto nella società spingono a riprendere in mano il profilo della governance di scuola. Così in questi ultimi anni DiSAL ha rimesso al centro la dimensione pedagogica e culturale del dirigente scolastico recuperando la lezione di Cesare Scurati che è stato tra gli ispiratori ideali dell’associazione. E la necessità di guardare con concretezza al futuro ha anche alimentato la prospettiva internazionale con l’avvio di attività di jobshadowing all’interno del programma Erasmus+.
Le sfide dell’intelligenza artificiale, le progettazioni di percorsi di educazione civica volte al service learning, lo sviluppo di competenze giuridiche-amministrative in chiave pedagogica sono tra i focus principali di confronto dell’associazione. In questi ultimi anni si rinnovano anche gli strumenti di comunicazione con un nuovo sito e nuovi strumenti smart di newsletter per informare soci e non soci di iniziative, laboratori e condividere giudizi.

le tappe più significative
Gli inizi
Dopo un incontro ad un seminario di formazione a Rimini nel 1994 un gruppo di presidi lombardi, legati all’associazione di docenti DIESSE, inizia a trovarsi mensilmente a Milano per un confronto focalizzato sui problemi quotidiani didattici e amministrativi specifici per il capo d’istituto, senza perdere mai di vista la preoccupazione educativa. Il metodo è focalizzato su una solidarietà professionale. Nel giro di pochi anni la piccola rete iniziale si allarga grazie all’amicizia tra presidi di scuole statali e paritarie, superando le diverse provenienze culturali.

Il nome
Roberto Pellegatta, tra i fondatori e primo presidente, raccontava che la mattina che stava andando in auto da Seregno a Milano per costituire con altri presidi l’associazione, passò davanti ad un supermercato della rete DisAl (Distribuzione Alimentari), una rete di supermercati che aveva avuto un po’ di diffusione nel nord d’Italia. Fu in quel momento che quel nome si tradusse subito nella sua mente come Dirigenti Scuole Autonome e Libere, DiSAL, appunto! Arrivati dal notaio quando questi chiese come si voleva chiamare l’Associazione Roberto disse tranquillamente DiSAL – Dirigenti scuole autonome e libere: tutti gli altri presidi approvarono immediatamente trovando quel termine adatto, facilmente memorizzabile e originale. E DiSAL fu! Proprio in quei mesi il termine preside con cui fino ad allora si chiamavano i capi di istituto stava trasformandosi nell’espressione ‘dirigente scolastico’, termine che fu poi codificato definitivamente dal Decreto Legislativo del 30 marzo 2001 n. 165 che introdusse la dirigenza pubblica anche a capo delle autonomie scolastiche.

La costituzione di DiSAL
L’8 marzo 2001 venti presidi di scuole statali e paritarie firmano a Milano l’atto di costituzione di DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere). La data, festa della donna, è una coincidenza, ma segna l’inizio di una cura costante per la scuola. Siamo all’indomani dell’introduzione dell’autonomia scolastica (DPR 275/1999) e alla vigilia della nascita della figura del dirigente scolastico (D.Lgs. 165/2001). Il gruppo di presidi che si è costituito in associazione decide di non vivere il nuovo ruolo come un semplice adempimento burocratico, ma come un’occasione di libertà e responsabilità. Già nel primo anno nascono gruppi a Genova, Bologna, Torino e Padova.

I primi sviluppi
Vengono costituiti gruppi DiSAL in quasi tutte le regioni italiane. L’associazione approfondisce il focus dalla pura gestione tecnica alla leadership educativa. L’obiettivo è valorizzare una direzione che metta al centro la persona e le nuove sfide educative e culturali. Viene coniata l’espressione DiSAL sei tu. Nel 2009 l’associazione conta già 250 soci. La crescita dell’associazione porta alla decisione di ridefinire lo statuto in data 18 marzo 2010.



Ricerca e apertura internazionale
A poco più di 10 anni dall’avvio dell’autonomia scolastica, la direzione nazionale DiSAL riflette sulle prospettive della governance di scuola che sono sintetizzate nel Manifesto per il futuro della dirigenza scolastica, reso pubblico nel 2013. In quest’ottica si percepisce sempre più la necessità di un lavoro di studio e ricerca. Le direttive di questa ricerca portano DiSAL a stringere rapporti con il mondo accademico e a sviluppare confronti internazionali. Si avvia l’esperienza del job shadowing con scuole dell’Ontario, in Canada. A partire dal 2015 oltre 50 dirigenti scolastici DiSAL faranno questa esperienza.

Emergenza Covid
L’emergenza del Covid costringe le scuole a sviluppare competenze digitali per comunicare con studenti e famiglie. Anche DiSAL avvia percorsi formativi utilizzando webinar, video on demand e sviluppa le prime riflessioni sull’incidenza degli strumenti digitali nell’apprendimento e nelle attività gestionali. La sintesi di questi studi è la ricerca In-Campus sviluppata con la School of Management del Politecnico di Milano. I momenti di lockdown comportano però una rinnovata consapevolezza e l’amplificarsi di occasioni di confronto a livello nazionale. La fase di emergenza si conclude con il ritorno al convegno nazionale in presenza a Napoli nell’aprile del 2022.

Le transizioni in atto nella società spingono a riprendere in mano il profilo della governance di scuola. Così in questi ultimi anni DiSAL ha rimesso al centro la dimensione pedagogica e culturale del dirigente scolastico recuperando la lezione di Cesare Scurati che è stato tra gli ispiratori ideali dell’associazione. E la necessità di guardare con concretezza al futuro ha anche alimentato la prospettiva internazionale con l’avvio di attività di jobshadowing all’interno del programma Erasmus+.
Le sfide dell’intelligenza artificiale, le progettazioni di percorsi di educazione civica volte al service learning, lo sviluppo di competenze giuridiche-amministrative in chiave pedagogica sono tra i focus principali di confronto dell’associazione. In questi ultimi anni si rinnovano anche gli strumenti di comunicazione con un nuovo sito e nuovi strumenti smart di newsletter per informare soci e non soci di iniziative, laboratori e condividere giudizi.

parole chiave
L’associazionismo scolastico è risorsa per la persona perché fa circolare esperienze, giudizi e strumenti e per la scuola come luogo di continuo paragone grazie al quale è possibile rispondere alla domanda di educazione e di istruzione dei giovani.
DiSAL non nasce come un sindacato tradizionale, ma come associazione professionale che pone al centro l’identità professionale e la formazione. La forza di DiSAL è nello scambio di esperienze e nella sfida a rimettere al centro lo studente e il suo desiderio di imparare.
DiSAL si oppone alla riduzione del preside a mero gestore amministrativo o finanziario. Ogni atto burocratico è, e deve essere, servizio all’azione educativa. E perché questo si realizzi, è urgente che le scuole siano sempre più riconosciute come luoghi di libertà educativa e di elaborazione culturale. Di qui l’urgenza di una ricomprensione e di una ridefinizione del valore e degli strumenti dell’autonomia degli istituti scolastici. L’autonomia è uno spazio di iniziativa che si organizza per uno scopo.
DiSAL, inoltre, è l’unica realtà che unisce dirigenti di scuole statali e non statali (Legge 62/2000 sulla parità): l’autonomia scolastica e la piena libertà di educare sono chiave per promuovere un moderno sistema di scuole.
nuovi settori di presenza
nuovi settori di presenza
I convegni
Per DiSAL il Convegno nazionale annuale è da sempre un punto di arrivo e di partenza nella ricerca dell’identità professione del dirigente scolastico e della finalità formativa e sociale della scuola. Di seguito i temi delle varie edizioni che documentano la riflessione di DiSAL nel lavoro dei convegni
ruoli istituzionali
membro del FONADDS, interlocutore diretto del Ministero (MIM)
interlocutore nelle Commissioni parlamentari
componente della Consulta delle Associazioni di scuola della CEI
ente qualificato alla formazione dal Ministero Istruzione
membro del Forum delle Associazioni famigliari
componente di commissioni di studio (SAFI, Consulte territoriali)
ente accreditato Erasmus+
strumenti dell’associazione

Il sito www.disal.it è strumento diretto per conoscere l’Associazione e per rimanere aggiornati sulle iniziative.

Semestrale di cultura e approfondimento culturale per dirigenti scolastici
La rivista, fin dai propri inizi del 2009, intende sviluppare nella professione direttiva la fecondità di visione de “Il Rischio Educativo” di don Luigi Giussani. In quest’opera ha un debito culturale e affettivo con il compianto prof. Cesare Scurati, pioniere in Europa delle riflessioni sulla leadership educativa nelle scuole.

Notiziario periodico inviato per e-mail ai soci, agli iscritti alla newsletter, alle altre associazioni, alle istituzioni e agli organi di stampa.
strumenti dell’associazione

Il sito www.disal.it è strumento diretto per conoscere l’Associazione e per rimanere aggiornati sulle iniziative.

Semestrale di cultura e approfondimento culturale per dirigenti scolastici
La rivista, fin dai propri inizi del 2009, intende sviluppare nella professione direttiva la fecondità di visione de “Il Rischio Educativo” di don Luigi Giussani. In quest’opera ha un debito culturale e affettivo con il compianto prof. Cesare Scurati, pioniere in Europa delle riflessioni sulla leadership educativa nelle scuole.

Notiziario periodico inviato per e-mail ai soci, agli iscritti alla newsletter, alle altre associazioni, alle istituzioni e agli organi di stampa.
testimonianze

Ritorno a casa da un seminario DiSAL messo in piedi a Castel Gandolfo: bellissimo il posto (sopra il lago di Albano nella zona dei Castelli romani mai vista) ma ancor più bello il lavoro assieme da 17 regioni ! Una sorpresa specie per persone incontrate sorprese che nella professione si possa anche vivere un’amicizia personale. Sentirmi dire da loro che non hanno mai visto in incontri tra colleghi un clima e un’amicizia come la nostra mi rincuora del tantissimo lavoro e sacrificio !! Più ancora mi ha commosso quella anziana preside calabrese di essere colpita dalla discrezione e dalla capacità di rassicurare con cui guido la compagnia. Quanto è vero che a noi è chiesto di vivere fino in fondo il compito della nostra vita, di tendere sempre con quello che possiamo e siamo capaci, a quanto di vero e di buono ci ha preso e ci prende e che i risultati non sono in mano nostra, ma nelle mani di un disegno buono che discretamente ci accompagna, attraverso scoramenti, delusioni che per fortuna non ho mai lasciato prevalere, solo grazie a Marina ed alla preghiera.
Io che sono abbastanza possessivo di natura oggi ero commosso a sentire tutti quelli che partivano per tornare in Friuli o in Sicilia e ringraziare per il lavoro e l’esperienza vissuta assieme.
7 ottobre 2009

Da questo modo di affrontare la vita è scaturita in Roberto l’esigenza, direi anzi la necessità di fondare con alcuni colleghi presidi l’associazione professionale DiSAL (ufficialmente nel marzo del 2001, ma nata pian piano, in un crescendo di consapevolezza e decisione fin dai primi anni ’90): dimostrazione pubblica che si può stare assieme anche se si è diversi. Banalmente, DiSAL è stata la prima associazione professionale italiana rivolta indifferentemente ai dirigenti delle scuole statali e non statali; anche prima era successo che questi si fossero trovati assieme a confrontarsi sulle comuni problematiche professionali (ad esempio nell’AIMC o nell’UCIIM), ma un po’ per caso, probabilmente non per scelta consapevole e programmatica.
Di più: DiSAL è nata da un’amicizia che non si è voluta limitare ad essere tale, ma ha provato, e tuttora prova, a diventare operativa, sostegno aperto e offerto a tutti nella professione del dirigere scuole. Per questo, a partire almeno dal 2009/10 Roberto aveva iniziato a mettere in calce ad ogni messaggio e-mail la massima “Dall’amicizia all’azione, dall’azione all’amicizia” (ripresa dalla sintetica definizione dell’impegno del beato Giuseppe Tovini che ne diede, nel centenario della nascita, l’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini): specchio fedele dell’impresa associativa di DiSAL, per vivere in modo del tutto laico, in un’associazione civile, una fede che si fa cultura per la vita, nella vita quotidiana. Una fede simile, pur con tutte le precarietà ed imperfezioni umane, porta ad assumersi le proprie responsabilità personali e professionali ed a mettersi in gioco con chiunque.

Matteo Ricci, missionario in Cina, scrisse alla fine del ‘500 il suo primo trattato in mandarino e lo intitolò Dell’amicizia, considerando quest’ultima come contenuto del suo annuncio e metodo di una presenza missionaria. E sono proprio atti di amicizia quelli sostenuti da Roberto un po’ in tutta la penisola, autentici perché strappati alla misura di una convenienza o di un progetto e veri perché restituivano a chi lo incontrava l’esperienza profonda dell’essere. Nello stesso tempo, erano momenti di amicizia offerti come metodo per affrontare – attraverso la condivisione di criteri, la ricerca di nessi e l’ascolto – temi e problemi, tanto riguardanti la direzione di una scuola quanto l’intero sistema di istruzione o altro. Fino alla generazione di una compagnia al lavoro, come lui definiva la trama di rapporti tra presidi da lui promossa e sostenuta a partire dal 1992 e sfociata poi nel 2001 nell’associazione DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere), costituita a Milano con alcuni colleghi e di cui andava fiero. Una compagnia, perché con Roberto diventavi amico per forza, anche se potevi non essere d’accordo su tutto, perché ti portava, sempre, a toccare l’origine e il destino comune e a metterti in moto. Un tipo di amicizia capace di corrisponderti e di compierti perché si trasformava subito in riconoscimento, proposta e spunto creativo. Fino a diventare condivisione e tentativo di aiutarti, magari cominciando a metterti in rete con qualcuno più competente o suggerendoti dei criteri per affrontare la tua specifica situazione.
Dapprima docente attivo in Diesse, associazione professionale di docenti, e, poi, dagli anni ’90, preside nelle scuole statali, Roberto fu capace di coinvolgere molti dirigenti scolastici, coordinatori didattici e docenti, per verificare con loro la proposta di Cesare Scurati, tra i primi pedagogisti ad occuparsi della dirigenza educativa delle scuole, e quella di don Luigi Giussani, autore de Il rischio educativo.
Primo presidente nazionale di DiSAL, si deve a Roberto l’impostazione originale e attuale di un’associazione di presidi concepita quale rete di professionisti per sostenere l’attuarsi di una responsabilità attenta agli aspetti educativi e generativi di comunità, per una scuola da ripensare come spazio di progettazione formativa, autenticamente libero ed autonomo. Lungimirante la sua intuizione di costituire, agli albori dell’emanazione delle normative sull’autonomia e sulla parità scolastiche, un’associazione di responsabili di scuole sia statali che paritarie, chiamati insieme a giocare le proprie competenze e la propria funzione, indipendentemente dall’ente gestore di riferimento, per generare ‘comunità di destino’, secondo la bella definizione del filosofo francese Gustave Thibon.
Sono migliaia le persone che in questi venti anni hanno incontrato DiSAL attraverso i numerosissimi eventi, seminari, corsi di formazione e convegni svolti in tutte le regioni italiane, tutti debitori della felice iniziativa associativa di Pellegatta.










































