Fonte: Il sussidiario.net
Articolo di Ezio Delfino
Il convegno nazionale DiSAL ad Arezzo ripropone il tema della direzione pedagogica: a scuola i dirigenti devono guidare sistemi per educare la persona
L’emergenza educativa e la complessità chiedono, oggi, una prospettiva pedagogica attorno alla quale articolare gli aspetti di direzione, organizzativi e didattici delle nostre scuole, mentre le norme che da 25 anni hanno introdotto l’autonomia e la dirigenza scolastiche hanno segnato una spinta verso la “de-pedagogizzazione” della figura del preside. Oggi la dirigenza in Italia rischia di essere appiattita in una visione burocratico-esecutiva, a differenza di quanto avviene in tanti sistemi scolastici all’estero, dove è ben chiara la differenza di compiti tra preside e dirigente amministrativo.
Mentre questo vulnus resta, cresce, tuttavia, anche la consapevolezza della dirigenza pedagogica come risposta per interpretare e guidare le attese formative e la complessità odierna delle scuole. Dirigenza scolastica e autonomia sono valorizzate, infatti, solo in una visione pedagogica: ed è tutto l’impianto normativo che sostiene l’autonomia che fa riferimento a scuole concepite come “comunità formative”.
L’affermarsi delle scienze dell’educazione negli anni Settanta e Ottanta del Novecento hanno lentamente depotenziato di fatto il contributo della pedagogia e il suo apporto all’impianto del sistema scolastico ed alla formazione di insegnanti e dirigenti.
Di questo tema si parlerà nel convegno nazionale promosso dall’associazione professionale DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere) dal titolo: Guidare sistemi per la persona. Direzione pedagogica, collegialità e reti che si svolgerà dal 3 al 5 aprile 2025 ad Arezzo, rivolto a dirigenti scolastici, coordinatori didattici, dirigenti tecnici, docenti delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado provenienti dalle diverse regioni e dall’estero.
Un’occasione preziosa per riprendere il percorso verso una dirigenza pedagogica come “forma di pedagogia”, come “forma di autorità che assicura che si prendano buone decisioni” e come “guida della compattezza morale della scuola”, secondo le suggestive espressioni del pedagogista Cesare Scurati. Un’interpretazione del ruolo direttivo che abbia presente un perno unificatore attorno al quale orientare tutte le azioni dell’autonomia scolastica affinché ad ogni studente sia possibile trovare una proposta ed un luogo che corrisponda al suo desiderio ed al suo diritto di apprendere.
Come richiamato nell’enciclica Dilexit nos da papa Francesco, chi guida una scuola, e chi la vive come docente, è chiamato a fare appello al “punto unitario” di ogni alunno, al suo “cuore”, recuperando una preoccupazione educativa che non può ridursi solo al benessere dei giovani, né alla presunta perfezione della progettazione didattica, né a una vision di scuola ispirata a normative e raccomandazioni esterne.
È, invece, richiesta l’interpretazione di un ruolo direttivo delle scuole che realizzi un modello di gestione e promuova da parte dei team di docenti, sviluppando momenti di reale collegialità, una progettazione didattica finalizzata alla sollecitazione degli “io” degli studenti e che punti sulla loro partecipazione all’avventura culturale.
Ricchissimo e molto qualificato il gruppo di esperti del mondo accademico e della ricerca didattica nelle sessioni del Convegno di DISAL: Giorgio Chiosso, pedagogista di fama acclarata, per una rilettura dei 50 anni dei decreti delegati e dell’evolversi di compiti della leadership scolastica; Andrea Bobbio, pedagogista dell’Università della Valle d’Aosta, con Mario Falanga, docente di diritto pubblico e legislazione scolastica alla libera Università di Bolzano, per un confronto sull’urgenza e le modalità di una nuova direzione pedagogica delle scuole; Damiano Previtali, presidente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ed Emmanuele Massagli giuslavorista e docente alla LUMSA di Roma sui temi del raccordo scuola, territorio e lavoro. Molto atteso l’incontro con Manuel Banasayag, noto filosofo e psichiatra francese, che offrirà una lettura personalistica e sfidante delle tematiche di attualità sociale, proponendo un elogio della “non tranquillità”.
Il convegno prevede anche la visita dei partecipanti alla vicina Cittadella della Pace di Rondine (AR) dove è previsto un dialogo tra il suo fondatore, Franco Vaccari, e Mariella Carlotti, preside del Conservatorio S. Nicolò di Prato, su nuove modalità di fare scuola. Un convegno, dunque, per rilancio del protagonismo dei professionisti della scuola e dell’associazionismo aperto alle sfide del momento e teso a contribuire al bene dei più giovani.