Articolo di Ufficio Stampa DiSAL
Comunicato stampa
Guardare al futuro, costruire il presente
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato le Nuove Indicazioni Nazionali, che entreranno in vigore il 1° settembre 2026.
Senza entrare nel merito dei contenuti (su cui evidentemente le autonomie scolastiche dovranno cominciare a lavorare), va riconosciuta al Ministero la legittimità dell’operazione, motivata dall’esigenza di muoversi all’interno di «uno scenario mondiale in profondo mutamento», come si legge nella Premessa delle Nuove Indicazioni, anche se proprio in virtù della crescente complessità che si registra dentro e fuori la scuola sarebbe stato opportuno un più ampio confronto con le associazioni professionali, i rappresentanti di categoria e gli attori del mondo della scuola.
Le Indicazioni Nazionali si aggiungono a un ampio ventaglio di recenti riforme che delineano una “scuola del futuro”, tra cui si annoverano, tra le altre, la riforma dell’Esame di Maturità, l’importante percorso del 4+2 e la riforma del Regolamento delle studentesse e degli studenti. Guardare con enfasi alla scuola del futuro rischia, tuttavia, con una certa presbiopia, di far perder di vista la scuola del presente o uno sguardo critico sul recente passato, utili ad avviare coerenti processi di valutazione e autovalutazione di sistema.
In questa prospettiva, nel momento in cui si avviano nuove innovazioni e riforme, evidenziamo due criticità che, se non governate con attenzione, rischiano di rallentare i processi avviati e comprometterne l’efficacia.
A maggior ragione visto che le scuole in questo anno scolastico si trovano ancora “in mezzo al guado del PNRR”. Nell’attuale decisiva fase di chiusura delle azioni preventivate, che tanto ha gravato sul modo di operare delle autonomie scolastiche, sarebbe necessaria per la rendicontazione finale una maggiore attenzione ed un lavoro di accompagnamento puntuale da parte dell’Unità di Missione. I dirigenti scolastici non sono sufficientemente supportati, invece, per chiudere le pratiche. Molte scuole hanno, inoltre, provveduto in economia al pagamento dei fornitori per mantenere la liquidità e onorare i debiti nei tempi adeguati ed oggi non possono operare altri interventi finanziari, nell’incertezza della ricezione delle ultime tranche dei finanziamenti e sulla capacità di rendicontare nei tempi e nei modi prestabiliti. I numerosi ticket presentati cadono spesso inevasi, senza le risposte attese.
Il secondo elemento critico è strettamente collegato al primo: in un contesto temporale di avvio di tante piccole e grandi innovazioni, come quelle sopra ricordate, e di chiusura dei progetti PNRR, è legittimo chiedersi quando sarà avviata da parte ministeriale un’analisi approfondita degli esiti e delle ricadute di sistema delle diverse azioni di riforma. Affinché il sistema scuola possa funzionare e sia di qualità è necessario, infatti, che sia promossa una valutazione di quello che si è avviato ed il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha, in tal senso, la responsabilità di programmare azioni mirate di analisi e restituzione di tali processi. Le piattaforme informatiche su cui dirigenti scolastici, dsga e docenti hanno caricato e continuano ad inserire dati sono potenzialmente ricchi di informazioni e di spunti e fermarsi alla sola rilevazione del raggiungimento dei target europei significherebbe non valorizzare e non aiutare le istituzioni scolastiche ad interpretare il lavoro compiuto. Accanto ad analisi quantitative (che non hanno sicuramente bisogno di altri monitoraggi a carico delle scuole) ci auguriamo, inoltre, che possano essere messe in atto anche ricerche qualitative utili a restituire informazioni e a suggerire nuove prospettive.
Guardare al futuro significa anche supportare le autonomie scolastiche nel presente, per sostenerne modelli di innovazione che possano radicarsi e diventare elemento di incremento dell’offerta formativa e dell’intero sistema di istruzione e formazione.
Ufficio Stampa DiSAL
Milano, 12 dicembre 2025
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