
Nel quadro del progetto Erasmus+ 2025-1-IT02-KA121-SCH-000322823 (con codice CUP: F44C25000010006) avviato da DiSAL per l’anno scolastico 2025/26, tre dirigenti scolastici dell’associazione hanno recentemente concluso una visita di jobshadowing di tre giorni presso due realtà scolastiche a Bruxelles e dintorni: la Agnes School e la Scuola Europea di Argenteuil (EEBA). L’obiettivo è stato quello di osservare da vicino modelli di governance autonoma e strategie didattiche innovative, con un focus particolare sul sistema integrato 0-6, sull’apprendimento linguistico precoce e sullo sviluppo e la valutazione delle soft skills nel contesto scolastico.
A partecipare all’attività di jobshadowing dal 9 all’11 febbraio sono stati Paolo M.G. Maino, presidente nazionale DiSAL titolare presso ITE Gadda Rosselli di Gallarate (VA), Pier Eugenio Lucchetta, presidente regionale DiSAL Veneto in servizio presso l’IC Zanzotto di Vittorio Veneto (TV), e Diego Mansi, preside del Liceo delle Scienze Applicate dell’Istituto paritario Don Gnocchi di Carate Brianza (MB).
Agnes School: Una “Libertà di Educare” tra Tradizione e Innovazione
La Agnes School si presenta come un’iniziativa di cittadini e genitori gestita attraverso una ASBL (associazione senza scopo di lucro). Ciò che colpisce immediatamente è la forza del suo progetto pedagogico, capace di coniugare una visione antropologica chiara con scelte metodologiche radicali.
- L’Immersione Linguistica “a sbalzo”: Il cuore della scuola è il modello dell’immersione precoce (studiato e realizzato a partire da modelli applicati nella regione del Quebèc in Canada). Nei primi anni della primaria (P1-P2), l’insegnamento avviene per il 70% in lingua inglese o olandese per favorire un pensiero diretto nella lingua target. Solo successivamente si introduce il francese come L1, invertendo le proporzioni per consolidare le competenze accademiche. Per altro già nel periodo pre-primary (scuola dell’infanzia) si alternano momenti con docenti che parlano inglese o olandese a quelli che parlano in francese.
- La Politica “No-Screen”: In controtendenza rispetto alla digitalizzazione diffusa, la scuola adotta un divieto rigoroso di schermi nella primaria e sostanzialmente anche nella secondaria. L’obiettivo è proteggere la capacità di attenzione e lo sviluppo del pensiero critico, privilegiando la manualità e la lettura di testi fisici.
- Governance e HR: Per un dirigente, è di estremo interesse il modello di reclutamento. La scuola ha la libertà di scegliere i docenti in base all’allineamento con la propria mission, utilizzando la “lezione di prova” come strumento per valutare non solo le competenze, ma anche la presenza scenica e l’empatia dell’insegnante. A supportare lo staff di governance è presente anche una figura che si occupa di HR.
- Avvio percorso IB negli ultimi anni della scuola superiore: da qualche anno la Agnes School ha attivato anche il segmento della scuola superiore (in Belgio la divisione in cicli prevede uno schema 6+6) e dall’anno prossimo per i due anni conclusivi che sono in via di avviamento sarà proposto il percorso IB.
Scuola Europea di Argenteuil: L’eccellenza dell’accreditamento europeo
La visita alla EEBA ha permesso di esplorare il modello delle Scuole Europee Accreditate (AES), una rete in forte crescita (25 istituti in Europa) che offre il prestigioso curriculum europeo pur mantenendo una gestione snella, sia statale che privata.
- Un Curriculum Multilingue e Multiculturale: Il sistema si basa sulla Lingua Dominante (L1) affiancata da una Lingua Seconda (L2) che, nel tempo, diventa veicolare per materie come storia, geografia e filosofia. Gli studenti possono arrivare a padroneggiare fino a cinque lingue al termine del percorso.
- Il valore del Diploma: Il passaggio da scuola privata a scuola accreditata ha garantito all’istituto il valore legale del diploma in tutti i paesi UE, trasformando una realtà locale in un hub internazionale capace di attirare centinaia di richieste di iscrizione ogni anno.
La leadership pedagogica
Dagli incontri con le direzioni delle due scuole è emerso con forza il tema della leadership pedagogica. Nelle scuole visitate l’autonomia gestionale si traduce nella possibilità di creare una “comunità di fiducia” con le famiglie, dove i genitori diventano veri ambasciatori del progetto educativo.
La gestione del personale, libera dai vincoli burocratici dei sistemi centralizzati, permette di prevenire il burnout e di investire sul benessere dei docenti attraverso un modello di “porta aperta” e coaching costante. Come sottolineato durante i colloqui, questa libertà ha un prezzo in termini di responsabilità finanziaria e gestionale, ma è la condizione necessaria per garantire una qualità educativa superiore e una reale personalizzazione dell’apprendimento.
Conclusioni
L’esperienza a Bruxelles ci riconsegna una certezza: l’autonomia scolastica, quando è sostenuta da una visione pedagogica solida e da una governance partecipata, è il volano per l’innovazione. Guardiamo alle prossime occasioni di mobilità offerte dal progetto Erasmus+ nell’ottica di aumentate la possibilità di un confronto internazionale sul tema delle sfide che la scuola è chiamata ad affrontare in questa complessa fase sociale di transizioni. Ne parleremo anche al prossimo convegno DiSAL e continueremo a farlo nei prossimi confronti europei a Malta, Repubblica Ceca e Albania.

























