Fonte: Prima i bambini - FISM
Articolo di Stefano Versari
Introduzione: un traguardo a lungo atteso La legge 10 marzo 2000, n. 62, “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”, costituisce una delle pietre miliari del sistema nazionale di istruzione e formazione.
Pluridecennale e travagliato il percorso che ha condotto alla sua approvazione, all’esito di un diffuso mutamento d’orizzonte culturale. Determinanti, nella progressiva evoluzione della riflessione sulla “parità”, alcune significative innovazioni introdotte nel sistema scolastico a partire dagli anni sessanta del secolo scorso.
Anche da queste ha tratto origine la necessità di un sistema nazionale di istruzione che valorizzasse la pluriformità dell’offerta formativa. Conciliando istanze di pluralismo educativo – celebre la richiesta-slogan della “libertà di educazione” – con l’esigenza di innalzare i livelli di qualità dell’istruzione. Superando, o quanto meno contenendo, contrapposizioni ideologiche tra “scuola pubblica e scuola privata”. Contrapposizioni persistenti, nella sostanza, dal tempo dell’Unità d’Italia e nel secondo dopoguerra incentratesi sulla variegata interpretazione della novella costituzionale di cui all’articolo 33. A venticinque anni dalla sua promulgazione, utile ripercorrere per cenni la genesi e i principi ispiratori della legge 62/2000. Per trarne spunti di analisi delle criticità che ne ostacolano la piena attuazione e suggerimenti per la sua quotidiana applicazione.
Di seguito il testo completo.





















