Comunicato stampa conclusivo del Convegno Internazionale DiSAL 2026
Governance 5.0 : DiSAL traccia la rotta per la scuola del futuro tra comunità, sussidiarietà e intelligenza artificiale
Si è concluso il Convegno Internazionale dell’Associazione Dirigenti Scolastici DiSAL, tenutosi dal 26 al 28 febbraio 2026 a Bologna. L’evento, dal titolo Governance 5.0: progettare la scuola come ecosistema di futuro, ha riunito dirigenti, accademici ed esperti per ridefinire il ruolo della leadership scolastica in un’epoca di transizioni tecnologiche e demografiche senza precedenti.
Il monaco camaldolese e coach Natale Brescianini ha aperto i lavori sottolineando come la leadership scolastica debba oggi essere intesa come una “postura” flessibile — capace di guidare, accompagnare e proteggere la comunità educante — piuttosto che come una mera posizione gerarchica. Questo approccio pone il dirigente come “pietra angolare” di un sistema che deve generare valore e appartenenza.
Durante le sessioni, è emersa dalle parole di Angelo Paletta, docente del dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Bologna, la necessità di superare i modelli di un management aziendale votato all’efficientamento delle procedure applicato rigidamente alle istituzioni scolastiche nei loro processi educativi. L’obiettivo, confermato anche dall’intervento di Francesco Manfredi, presidente Indire, è invece di sviluppare comunità di senso sostenute da una leadership diffusa. Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, intervistato da Camillo Fornasieri, direttore del Centro Culturale di Milano, ha poi evidenziato come il compito a scuola sia educare alla libertà, e in stretta relazione tra i vari attori delle realtà scolastiche (dirigenti e docenti in primis) perché la diversità dei punti di vista e delle sensibilità agisce da amplificatore dell’offerta formativa.
Il convegno ha affrontato i nodi cruciali del prossimo decennio: la transizione demografica ed ecologica, tema degli interventi di Alessandro Rosina e Simona Beretta, docenti di Economia dell’Università Cattolica di Milano, che hanno evidenziato la necessità di strategie per contrastare il calo demografico e abitare con resilienza la complessità globale; la digital governance, argomento del panel con Pier Cesare Rivoltella e Chiara Panciroli, docenti di Pedagogia dell’Università di Bologna, che hanno approfondito l’impatto dell’IA, esortando a un “learning by design” che rimetta al centro la pedagogia e la consapevolezza critica rispetto ai dati. Inoltre, Paolo Maino, presidente DiSAL, ha annunciato l’avvio di una collaborazione con il team di Tommaso Agasisti, docente di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, per una survey nazionale che analizzerà, con metodi quantitativi e qualitativi, l’impatto degli investimenti post-PNRR e la qualità della governance nelle scuole italiane.
Cosa significa, quindi, la Governance 5.0 nelle scuole? Si tratta di «guardare al digitale al tempo dell’umano» ovvero rimettere al centro la relazione tra persone sfruttando le opportunità del digitale e ritrovando la dimensione umana in mezzo ai cambiamenti (anche violenti) di questa era disruptive.
Infine la sessione internazionale con rappresentanti del mondo della scuola da Albania, Canada, Kosovo e Repubblica Ceca è stata l’opportunità per condividere l’importanza di un confronto concreto tra paesi per costruire scuole come ponti e luoghi di pace.
«Torniamo a casa con domande che sono la base della cultura», ha concluso il Presidente Maino. «L’obiettivo è una scuola capace di “accendere fuochi”, trasformando la complessità in un’opportunità di crescita per ogni studente».
I lavori del Convegno hanno confermato la positività della scommessa di DiSAL di vivere e proporre una solidarietà professionale a favore dell’educazione e dell’istruzione, rilanciando il grande valore dell’associazionismo professionale nella scuola italiana.
Milano, 2 marzo 2026
Ufficio Stampa DiSAL
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