Pubblicato il 18 Marzo 2026.

Fonte: Italia oggi

Articolo di Alessandra Ricciardi

Dal 2027, i licei e gli istituti tecnici italiani adotteranno nuove linee guida. La revisione mira ad aggiornare i programmi alle sfide contemporanee, con un focus su STEM e cultura occidentale

E ora tocca alle superiori. Dopo l’adozione delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e delle scuole del primo ciclo di istruzione, che diventano operative a partire dal prossimo settembre, si passa alle Indicazioni nazionali per i licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici. È sempre Loredana Perla, pedagogista, direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, a guidare la Commissione di studio incaricata dal ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, di elaborare la proposta di riforma che entrerà in vigore presumibilmente da settembre 2027.

La revisione dei programmi di studio di studio è tra le priorità dell’indirizzo politico istituzionale del Ministero per l’anno 2026.

La revisione delle Indicazioni nazionali e le sfide contemporanee

«A distanza di oltre un decennio dall’adozione delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida attualmente in vigore, è evidente l’esigenza di procedere ad un’organica revisione di quei documenti, al fine di adeguarli alle sfide del mondo contemporaneo, in considerazione delle profonde trasformazioni intervenute su molteplici piani (sociale, culturale, economico, tecnologico)», si legge nell’atto di indirizzo. Vista l’attenzione ai temi della cultura occidentale, e il lavoro fatto per il primo ciclo, c’è da attendersi una revisione della Storia lungo le stesse direttrici.

Tra le indicazioni di lavoro, la promozione delle metodologie didattiche innovative per l’insegnamento delle discipline Stem, anche incentivando l’utilizzo delle tecnologie digitali più avanzate e avvalendosi delle potenzialità offerte dall’Intelligenza Artificiale (Ia).«Lo sviluppo delle competenze nelle discipline Stem», spiega la direttiva, «è una sfida che la scuola italiana deve giocare al massimo delle sue possibilità.

Si continuerà, pertanto, a sottolineare l’importanza di integrare le discipline curricolari con attività, metodologie e contenuti finalizzati a sviluppare e rafforzare le competenze Stem, le discipline scientifiche, digitali e di innovazione, per tutti i cicli scolastici, con particolare attenzione alle studentesse, in coerenza con quanto indicato nelle Linee guida per le discipline STEM, adottate con il decreto del Ministro 15 settembre 2023, prot. n.184».

In continuità con le azioni volte allo sviluppo delle competenze STEM, sarà potenziato l’orientamento verso le professioni mediche, «grazie alla diffusione della innovativa sperimentazione nazionale denominata «Biologia con curvatura biomedica», autorizzata per un ulteriore triennio con decreto del Ministro 5 settembre 2024, n. 180».

Il Ministero è impegnato però anche nel rilancio del liceo classico, che il prossimo anno segnerà un nuovo calo nelle iscrizioni. Nonostante infatti i licei rimangano la scelta preferita (55,88%) dagli studenti, il Classico vive una flessione costante e inarrestabile: ha perso oltre il 15% di iscritti in dieci anni. Per arginare la fuga dagli studi classici, è stato costituito un gruppo di lavoro ministeriale.

«È un’eccellenza unica al mondo e un motore pensante da tutelare per lo sviluppo del pensiero critico e per la conoscenza della cultura classica, che è il fondamento della civiltà occidentale», rivendica il sottosegretario all’istruzione, Paola Frassinetti. Per l’anno scolastico 2026/2027, al Classico si è iscritto il 5,2% degli studenti, in discesa rispetto al 5,37% dell’anno precedente. (riproduzione riservata

Condividi articolo