Pubblicato il 21 Marzo 2026.

Fonte: CISL Scuola

Articolo di redazione

In data 19 marzo è stata inviata alle scuole la nota 1397, a firma del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, contenente le indicazioni operative per l’avvio, dal prossimo anno scolastico, della riforma degli istituti tecnici, che troverà applicazione a partire dalle classi prime.

La nota fa cenno, in chiusura, all’intenzione del ministero di proporre un emendamento in sede di conversione in legge del DL 19/2026 (disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR), con l’obiettivo di porre rimedio alle più rilevanti criticità, tra cui la salvaguardia delle titolarità dei docenti in servizio negli istituti tecnici. Si tratta di un impegno apprezzabile, ferma restando comunque la convinzione, più volte manifestata dalla CISL Scuola, sulla necessità di un più complessivo ripensamento del progetto.

Per diverse ragioni, sarebbe stata quanto mai opportuna una proroga dell’avvio della riforma, prevista in attuazione del PNRR dal DL 144/2022: tra queste, i ripetuti interventi correttivi, la tempistica incongrua seguita per l’emanazione del decreto ministeriale contenente le indicazioni attuative, avvenuta a iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 già concluse, l’impatto che le innovazioni disciplinari potrebbero avere sugli organici e sulle attuali titolarità dei docenti.

I vincoli derivanti dalla collocazione della riforma nell’ambito degli obiettivi del PNRR hanno reso di fatto impraticabile l’ipotesi, caldeggiata dalla CISL Scuola, del rinvio di un anno, finalizzato a una revisione del progetto. Peraltro, per molti degli interventi legati al PNRR – si pensi ad esempio a quelli sul reclutamento, ma lo stesso è accaduto con la riforma dei tecnici – è mancato un coinvolgimento delle parti sociali che avrebbe senz’altro contribuito a una miglior qualità delle scelte adottate.

Non sono mancate, rispetto ai provvedimenti attuativi di questa riforma, anche le puntuali osservazioni del CSPI, che si è fatto interprete di preoccupazioni diffuse e degli elementi di disagio avvertiti ed espressi dalle scuole, sul cui lavoro è destinato a reggersi, in definitiva, ogni processo di innovazione.

La nota 1397, pur recependo molte richieste della CISL Scuola, non può essere risolutiva di criticità rispetto alle quali, come già detto, sarebbe auspicabile una più profonda revisione: è il caso, fra l’altro, del taglio delle 33 ore annuali di geografia nel biennio, scelta che risale al 2022 con l’emanazione del decreto PNRR e che troverà applicazione dal 1° settembre. Ne deriva un evidente rischio di situazioni di soprannumerarietà, se non di esuberi: resta il fatto che è da considerareo assai discutibile la soppressione di un insegnamento riguardante una disciplina afferente l’istruzione generale nel settore dell’istruzione tecnica.

Per quanto riguarda l’abbinamento dei nuovi insegnamenti alle classi di concorso, oggetto di specifico decreto ministeriale, l’informativa ai sindacati è stata sospesa: la CISL Scuola chiede che un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali sia fissato con la massima urgenza.

La circolare del 19 marzo: Circolare-prot.-n.-1397-del-19-marzo-2026-tecnici_01.pdf287 K

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