Pubblicato il 26 Maggio 2026.

Fonte: Tuttoscuola

Articolo di redazione

La mattina del 25 maggio, è stato reso noto in Vaticano il testo dell’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas, la prima del suo pontificato, firmata lo scorso 15 maggio, lo stesso giorno in cui, 135 anni fa, era stata   promulgata la Rerum Novarum del suo predecessore Leone XIII, anch’essa dedicata alle “cose nuove” del tempo, quelle legate conseguenze sociali  della prima rivoluzione industriale, allora in impetuoso sviluppo, con le connesse problematiche  relative ai diritti dei lavoratori, ai limiti del capitalismo, e ai doveri degli Stati in materia di politiche economiche e sociali.

Oggi le “res novae” dominanti sono soprattutto quelle collegate all’altrettanto impetuoso sviluppo dell’intelligenza Artificiale (IA) e delle sue applicazioni in campo scientifico e tecnologico, dalla biologia alle scienze cognitive, dalla filosofia (basti pensare alle implicazioni etiche) agli apparati militari, con la produzione di sistemi d’arma automatici, che potrebbero entrare in funzione anche a prescindere da una decisione umana. Per non parlare di scenari altrettanto preoccupanti, transumani (di ibridazione tra cervello umano e macchine di IA) o addirittura postumani.

Tutti temi trattati nella nuova enciclica, il cui sottotitolo, “Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, ne indica chiaramente l’ispirazione di fondo.

Riservandoci di approfondire le diverse tematiche (in particolare quelle relative all’educazione, trattate nei paragrafi 139-147 del capitolo IV) , ci limitiamo per ora a qualche prima osservazione. In primo luogo va considerata l’ampiezza del documento: circa 240 pagine contro le meno di 80 della Rerum Novarum, articolate in cinque capitoli, più introduzione e conclusione, il tutto suddiviso in 245 paragrafi che per l’ordine e il rigore delle enunciazioni ricordano un po’ l’Ethica more geometrico demonstrata di Spinoza (anch’essa divisa in cinque parti) e riflettono la sua predilezione per la matematica, disciplina nella quale si è laureato.

Come preannunciato nei giorni scorsi Leone XIV ha presentato l’enciclica affiancato da alcuni cardinali, ma anche dal laico Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic insieme a Dario Amodei e responsabile della ricerca sulla idoneità del modello di IA prodotto da questa società a rimettere le decisioni finali alla scelta responsabile dell’uomo: cosa che l’assistente digitale di Anthropic “Claude” fa, mentre quello prodotto dal concorrente Palantir  prevede procedure e decisioni automatiche nelle applicazioni militari  indipendenti dalla supervisione umana, suscitando in tal modo ben giustificati dubbi di carattere etico.

Questa aperta preferenza di Papa Leone XIV per Anthropic appare in sintonia con l’idea guida sviluppata dell’enciclica Magnifica Humanitas, che è quella di preservare   la dignità della persona umana dalle insidie trans o post-umanizzanti dell’IA, ma appare in pieno contrasto con quanto deciso da Trump, che ha invece scelto Palantir come fornitore di IA per l’esercito americano: decisione che rischia di costargli cara nelle prossime elezioni di mezzo termine negli USA, perché l’elettorato cattolico americano, soprattutto quello di origine ispanica, mostra chiaramente di  sentirsi più vicino al pacifismo di Leone XIV che al conservatorismo del cattolico (ma di recente conversione) vicepresidente J.D. Vance. Non a caso il segretario di Stato Marco Rubio, cattolico di origine cubana, è assai più cauto in materia.

La centralità della scuola: i paragrafi più significativi.

143. La scuola è il luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare e amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona. Per questo molti genitori, che desiderano che i figli crescano capaci di relazione, di senso critico, di valori solidi, ripongono in essa grandi attese, come preziosa alleata nell’educazione dei loro figli. Ai genitori spetta, infatti, il diritto primario e inalienabile di scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente alle proprie convinzioni morali, culturali e religiose. Il mondo della scuola oggi si trova davanti ad alcune sfide improrogabili.

144. La prima sfida è sociopolitica. Sia entro le singole nazioni che tra diverse aree del mondo, permangono forti disuguaglianze nell’accesso all’istruzione di base e agli studi superiori. In non pochi Paesi lo Stato non ha ancora investito le risorse necessarie per garantire a tutti un’educazione di qualità, sia sostenendo adeguatamente il sistema scolastico pubblico sia supportando le istituzioni private che offrono questo servizio fondamentale. Quando una parte rilevante dell’istruzione, a vari livelli, è affidata a istituti privati, può accadere che l’accesso alla scuola dipenda troppo dalle possibilità economiche delle famiglie, in mancanza di un adeguato sostegno pubblico. A fronte di questo rischio, va comunque riconosciuto e sostenuto il contributo di molte opere educative cattoliche che, pur essendo istituzioni private, garantiscono un’accoglienza inclusiva a bambini e giovani di ogni provenienza, anche quando le condizioni economiche delle famiglie non lo permetterebbero.

145. La seconda grande sfida è pedagogica. Molti sistemi formativi faticano ad aggiornarsi al ritmo dei cambiamenti e a sostenere una crescita integrale degli studenti. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e dell’IA rende rapidamente inadeguati programmi di studio pensati per un’altra epoca, mentre l’organizzazione della scuola, gli spazi, i metodi di valutazione e la stessa figura dell’insegnante chiedono di essere ripensati in vista di un’educazione realmente integrale, aperta a tutte le dimensioni della persona. È necessario sostenere la formazione continua dei docenti lungo tutto l’arco della vita professionale, perché sappiano dialogare in modo positivo con le nuove tecnologie, aiutando gli studenti a farne un uso responsabile, critico e creativo e a non subirne passivamente l’influsso.

146. La terza grande sfida è intellettuale e sapienziale. Se non siamo attenti, può prendere forma un sistema educativo senza amore per la verità, in cui il flusso incessante di informazioni sostituisce l’esercizio della ricerca, della riflessione e del discernimento. Si moltiplicano conoscenze frammentarie, ma diventa più difficile cogliere la realtà nel suo insieme, porre domande di senso, sviluppare un autentico pensiero critico e creativo. Molti educatori avvertono già i segni di una possibile disumanizzazione, in cui le persone “sanno molte cose” ma faticano a dare un orientamento alla propria vita, anche a causa dell’incapacità di connettere le informazioni e le conoscenze, e di non perderne l’orizzonte di senso. Occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa.

147. La Dottrina sociale della Chiesa invita famiglie, scuole, comunità cristiane e istituzioni pubbliche a un’alleanza educativa rinnovata. Essa diventa concreta quando i principi fondamentali si traducono in mete educative: educare alla sobrietà e al senso del limite; educare al riconoscimento del diritto dell’altro e di chi verrà dopo di noi a godere dei beni che ci sono donati, o che l’ingegno umano rende disponibili; educare alla libertà e alla responsabilità; educare al senso della trascendenza e al bene comune. La scuola non è chiamata a inseguire la velocità del mondo digitale, ma a offrire ciò che il digitale da solo non può dare: tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili

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