Pubblicato il 27 Marzo 2026.

Articolo di Paolo M.G. Maino

Nel quadro del progetto Erasmus+ 2025-1-IT02-KA121-SCH-000322823 (con codice CUP: F44C25000010006) dal 9 al 11 marzo 2026, una delegazione DiSAL ha vissuto un’intensa esperienza di job shadowing in Repubblica Ceca, toccando con mano la vivacità del sistema scolastico di Praga e Brno. Il cuore del viaggio è stato il confronto su due pilastri del nostro progetto Erasmus+: la governance collaborativa e lo sviluppo delle soft skills (o life skills), competenze trasversali che oggi definiscono il successo formativo degli studenti e il benessere dei docenti.

Hanno partecipato alle attività di jobshadowing: Paolo M.G. Maino, presidente nazionale DiSAL, Giovanna Battaglia, dirigente scolastico ISIS Medi di Palermo, Laura Broggi, coordinatrice didattica dell’Istituto Alberghiero paritario De Filippi di Varese e Daniele Ferrari, rettore dell’Istituto Paritario Candia di Seregno. Sono stati guidati da David Macek di NPI, l’Istituto Nazionale di Pedagogia della Repubblica Ceca.

Lavori in rete e dialogo con enti di formazione

Il ricco programma di incontri ha avuto tre momenti chiave per la creazione di sinergie con reti e enti di formazione a supporto del sistema scolastico. Si è trattato di incontri strategici che potranno nel prossimo anno (e in quelli successivi) aprire piste di lavoro e di approfondimento sulla leadership scolastica.

A Praga il primo di questi incontri è stato con Ivo Jupa, direttore di NPI, ossia l’istituto nazionale di pedagogia della Repubblica Ceca, simile all’INDIRE in Italia. La constatazione di simili problematiche da affrontare per il mondo della scuola tra Italia e resto d’Europa (e del mondo) comporta anche l’interessante possibilità di confrontarsi su soluzioni comuni e sulla condivisione di buone esperienze di governance, di formazione e di innovazione.

Uno dei momenti più significativi è stato, poi, l’incontro presso il Municipio di Brno con Petr Hruška. Il “Consorzio Erasmus+ cittadino”, che raggruppa circa 200 scuole con il Comune come capofila, rappresenta una best practice di sussidiarietà che apre anche ad una domanda: “Come può un’associazione come DiSAL favorire in Italia modelli di rete che sollevino i dirigenti dall’isolamento burocratico, permettendo loro di tornare a essere leader pedagogici?”

Infine l’incontro con Martin Čech, referente di scuole paritarie di ispirazione cristiana (ma c’è anche una scuola ebraica nella rete) che fanno riferimento alla Conferenza Episcopale Ceca ha invece aperto prospettive su una “leadership di sistema” capace di offrire supporto legale e metodologico condiviso, trasformando le criticità dei singoli in risorse per l’intera comunità.

Soft Skills in azione: dall’Inclusione all’Autonomia

Le visite nelle scuole hanno mostrato come le competenze trasversali non siano “contenuti aggiuntivi”, ma la fibra stessa della didattica:

  • Resilienza e Inclusione (Scuola Křenová 21): In un contesto ad alta complessità (80% di studenti di etnia Rom), abbiamo osservato come l’intelligenza emotiva e la gestione dei conflitti siano prioritarie grazie anche al lavoro dei mediatori sociali. Molto interessante è poi il lavoro culturale di valorizzazione e riscoperta delle tradizioni (musicali in particolare) dei Rom.
  • Autonomia Accompagnata (Scuola Scio): La scuola Scio è una esperienza di scuola senza voti e con un curriculum essenziale di materie insegnate in modo tradizionale unite poi ad attività che sviluppano le soft skills (come il decision making e il critical thinking) integrate con le hard skills e in un’ottica di didattica fortemente orientativa. Gli studenti sono costantemente stimolati verso atteggiamenti attivi e riflessioni metacognitive (se avete delle competenze di lingua ceca, potete leggere il post di Facebook sulla visita di DiSAL!)
  • Imparare a Imparare (Scuola SS. Cirillo e Metodio): Il metodo Hejný applicato alla matematica trasforma una disciplina rigida in una palestra di collaborazione e ricerca attiva, dove l’errore è parte del processo di scoperta.

La Didattica Immersiva e il Mercato del Lavoro

Presso la Scuola Professionale Charbulova, la più grande del paese, abbiamo visto la realizzazione pratica del binomio “sapere e saper fare”. Gestire ristoranti e negozi aperti al pubblico (parrucchiere, estetista, macelleria, bar…) obbliga gli studenti a sviluppare empatia, responsabilità e problem solving in tempo reale. Il confronto con la nostra sperimentazione “4+2” ha rivelato una visione comune: formare professionisti che siano, prima di tutto, persone consapevoli.

Domande aperte e orizzonti futuri

Il viaggio si è concluso con la consapevolezza che, nonostante le differenze legislative, le sfide sono globali: la fragilità post-pandemica dei giovani, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale e il rischio di burnout dei docenti.

Cosa portiamo a casa?

  1. Contatti di Rete: Sono state gettate le basi per futuri scambi di Job Shadowing su temi di sistema.
  2. Leadership Diffusa: La necessità di passare da un “leader solitario” a un “facilitatore di comunità che apprendono”.
  3. Il “Manifesto” DiSAL: L’interesse di Martin Čech per il nostro Manifesto della Direzione Pedagogica segna l’inizio di una collaborazione internazionale per la traduzione e condivisione di strumenti di governance.
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