Fonte: Orizzonte scuola
Articolo di Giuseppina Bonadies
L’abbandono scolastico in Italia non è distribuito in modo uniforme. Un’elaborazione dell’Istat, realizzata per Save the Children e inserita nella ricerca “I luoghi che contano”, svela un quadro allarmante: il 15,4% degli studenti di scuole medie e superiori residenti in zone svantaggiate decide di interrompere gli studi o è costretto a ripetere l’anno.
Le disuguaglianze nei quartieri: un divario che ricorda quello tra nord e sud
Il rapporto evidenzia come il livello di istruzione sia fortemente influenzato dal contesto di residenza. Nelle aree più difficili, il tasso di dispersione scolastica (15,4%) è esattamente il doppio rispetto alla media dei comuni capoluogo, che si attesta al 7,6%. Un divario interno alle stesse città che eguaglia, per gravità, le storiche differenze tra nord e sud del Paese.
Venezia e Napoli in cima alla classifica dei divari
Le differenze si acuiscono analizzando i singoli capoluoghi. Venezia detiene il triste primato del divario più ampio: ben 13,8 punti percentuali separano il tasso di abbandono o bocciatura nelle aree svantaggiate (Aree di Disagio Urbano – Adu), che raggiunge il 21,7%, dalla media cittadina del 7,9%. Anche a Napoli la situazione è critica, con un 18,1% nelle Adu a fronte di un 9,8% cittadino. A Cagliari, le percentuali sono rispettivamente del 18,9% e 9,7%.
Roma e Milano presentano distanze minori ma comunque significative: nella capitale si passa dal 10,8% (Adu) al 5,3% (media cittadina), mentre nel capoluogo lombardo l’incidenza cala dal 14,3% al 7,6%.
L’elaborazione di Save the Children, basata su dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, si sofferma anche sulle bocciature. Alle scuole medie (secondaria di primo grado), gli studenti di istituti situati in aree fragili o limitrofe ripetono l’anno nel 3,8% dei casi, contro l’1,6% del resto del comune. Alle superiori (secondaria di secondo grado), il divario persiste: 6,2% contro 4,7%.
Dispersione implicita: il rischio raddoppia nelle periferie
Il contesto sociale influisce anche sulla cosiddetta dispersione implicita, ovvero il mancato raggiungimento di competenze adeguate pur non abbandonando la scuola. In terza media, il rischio nelle scuole delle Adu è quasi doppio rispetto alla media delle città metropolitane: 20,8% contro 11%.
Bologna registra una disuguaglianza marcata: il rischio di dispersione implicita nelle Adu tocca il 23,1%, mentre la media cittadina si ferma al 6%. Divari simili si osservano a Milano (21,1% contro 6%) e Firenze (22,2% contro 9%). Seguono Reggio Calabria (21,9% contro 9,3%), Torino (20,9% contro 9,1%), Cagliari (21,9% contro 10,1%) e Venezia (16,7% contro 6,6%).
La ricerca di Save the children, che riporta gli elementi sintetizzati nell’articolo, è scaricabile al seguente link : I dati .





















