Articolo di Ufficio Stampa DiSAL
Il DDL Valditara sul consenso informato preventivo è legge.
Un sostegno all’alleanza educativa tra scuola e famiglia
L’aula del Senato ha approvato ieri la legge che impegna «le istituzioni scolastiche a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità» e che vieta di svolgere lezioni, corsi o progetti didattici sulla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie.
L’Associazione DiSAL evidenzia che l’impegno alla trasparenza delle scelte didattiche ed educative su tali temi non rappresenta un carico burocratico, ma il fondamento del patto di corresponsabilità tra istituzioni scolastiche e genitori. La nuova norma, prevedendo l’assenso scritto dei genitori per interventi su materie di natura sessuale, rafforza la necessaria condivisione e collaborazione tra scuola e famiglia perché sottolinea la responsabilità educativa di quest’ultima in un campo in cui, come possono constatare tutti coloro che operano nella scuola, il suo ruolo è essenziale e non delegabile, come previsto dall’art.30 della Costituzione.
DiSAL accoglie con favore il rafforzamento della funzione degli organi collegiali nelle deliberazioni riguardanti queste tematiche e la regolamentazione del coinvolgimento di esperti e soggetti esterni con adeguata esperienza professionale, scientifica o accademica che protegge la proposta didattica da approssimazioni ideologiche e ne salvaguardia l’adeguatezza rispetto all’età degli alunni.
«Il consenso preventivo informato – dichiara Paolo Maino, presidente di DiSAL – non rappresenta un limite all’autonomia scolastica, ma ne offre una più compiuta attuazione: essa, infatti, non è un potere autoreferenziale, bensì lo strumento per raccordare in modo alto ed equilibrato la libertà di insegnamento con il diritto all’apprendimento e con la libertà di scelta educativa delle famiglie».
Il previsto consenso infine, valorizza la scuola come comunità educante (art. 24.2 CCNL 2018) che non può realizzarsi come tale se una delle sue componenti essenziali – i genitori – viene esclusa da scelte che toccano la sfera etica e sensibile dei figli. La collaborazione consapevole è presupposto, non ostacolo, del fare scuola.
In tempi complessi e spesso divisivi la nuova norma offre un’opportunità alle autonomie scolastiche per incrementare la fiducia tra scuola e famiglia e tra adulti impegnati nel campo dell’educazione e favorisce l’incremento dell’alleanza tra i soggetti impegnati nella formazione dei ragazzi.
Milano, 5 giugno 2026 Ufficio stampa DiSAL




















