Fonte: Orizzonte scuola
Articolo di redazione
L’UE presenta le competenze per le scuole europee: da quelle di base alla formazione dei docenti. Un quindicenne europeo su tre incontra difficoltà nella lettura e nella matematica, mentre uno su quattro non raggiunge livelli adeguati nelle scienze. A questi risultati si aggiungono la carenza di insegnanti e la diffusione dell’intelligenza artificiale tra gli studenti, che sta modificando rapidamente le modalità di studio e apprendimento. La Commissione europea presenta l’Education and Skills Package. Le iniziative sono raccolte nell’Education and Skills Package, il pacchetto europeo per l’istruzione e le competenze, inserito nella strategia comunitaria Union of Skills.
Tra le novità previste dal pacchetto figura la sperimentazione di una certificazione europea delle competenze nell’intelligenza artificiale, destinata agli studenti di 15 anni.
Il progetto, denominato AI Literacy Certificate, dovrebbe essere avviato nell’anno scolastico 2027-2028. La certificazione servirà a valutare le conoscenze e le capacità necessarie per utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera consapevole, sicura e responsabile. La certificazione resta, per il momento, una sperimentazione. Non è previsto dal documento un obbligo generalizzato per gli studenti europei né sono ancora specificate le modalità con cui il riconoscimento potrà essere integrato nei diversi ordinamenti scolastici nazionali.
La Commissione considera l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale una componente della formazione degli studenti, ma riconosce anche la necessità di preparare gli insegnanti all’utilizzo di questi strumenti.
Competenze di base, nuove alleanze tra le scuole europee
Uno degli strumenti individuati dall’UE è la creazione delle European School Alliances, reti di collaborazione tra scuole e autorità scolastiche di diversi Paesi dell’Unione.
Le alleanze dovranno favorire lo scambio di pratiche didattiche e la definizione di programmi di miglioramento basati su obiettivi misurabili.
Accanto a queste reti è prevista la costituzione di un sistema europeo di servizi di consulenza e sostegno, destinato a collegare le strutture nazionali e regionali che assistono le scuole.
Il supporto riguarderà anche la gestione degli istituti, il benessere degli studenti, la sicurezza digitale e la collaborazione con le famiglie.
Insegnanti, l’Europa interviene su formazione e condizioni di lavoro
La carenza di personale docente rappresenta una delle criticità individuate dalla Commissione. Il pacchetto affronta il problema attraverso una nuova agenda europea dedicata alla professione insegnante, denominata EU Teachers Agenda.
L’iniziativa punta a sostenere le strategie nazionali per migliorare le prospettive di carriera, le condizioni lavorative e la formazione dei docenti, anche attraverso maggiori investimenti.
Dal 2027 dovrebbe partire una nuova generazione delle Erasmus+ Teacher Academies, le accademie europee che promuovono la collaborazione tra istituzioni impegnate nella formazione degli insegnanti.
Tra gli obiettivi figura la preparazione dei docenti alle nuove esigenze educative, compreso l’impiego dell’intelligenza artificiale nella didattica.
Schermi e sicurezza online, coinvolte anche le famiglie
La Commissione propone un’iniziativa denominata European Healthy Screens Pledge, finalizzata a mettere a disposizione strumenti che aiutino istituti scolastici e famiglie a collaborare sulla gestione degli schermi e sul benessere digitale dei bambini e degli adolescenti.
Il documento europeo non stabilisce un divieto uniforme degli smartphone nelle scuole, ma prospetta strumenti di collaborazione e orientamento.
Attraverso il consorzio EDU-EDIC, i Paesi partecipanti potranno collaborare alla realizzazione di servizi basati sull’intelligenza artificiale e sul cloud, con particolare attenzione alla protezione dei dati degli studenti e alla compatibilità tra sistemi informatici.
Formazione professionale, dal 2028 nuove opportunità di mobilità
Il pacchetto comprende una strategia dedicata all’istruzione e alla formazione professionale, con interventi destinati a rafforzare il collegamento tra percorsi formativi e mondo produttivo.
Dal 2027 è prevista la sperimentazione di moduli di formazione brevi e flessibili, sviluppati in collaborazione con le imprese e integrabili nei programmi nazionali.
La sperimentazione dovrà verificare anche le modalità con cui le competenze acquisite potranno essere certificate all’interno dei sistemi formativi dei singoli Stati.
Un’ulteriore misura riguarda la creazione di centri di formazione realizzati congiuntamente da imprese e istituzioni educative. Queste strutture dovrebbero consentire agli studenti di utilizzare tecnologie innovative e acquisire competenze richieste nei diversi settori produttivi.
L’avvio è indicato per il 2028, attraverso il Fondo europeo per la competitività proposto dalla Commissione.
Sempre dal 2028 è prevista una piattaforma europea per favorire la mobilità internazionale degli studenti della formazione professionale e degli apprendisti.




















