Pubblicato il 8 Agosto 2026.

Fonte: Il sussidiario.net

Articolo di Antonella Sanvitale

Da questo anno scolastico 2026/2027 inizierà la sperimentazione del liceo matematico. Un classico e uno scientifico con un’ora laboratoriale specifica

Viviamo in un momento di transizione epocale. L’intelligenza artificiale (IA) generativa – nella forma di modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models, LLM) come ChatGPT, Claude, Gemini e i loro successori – sta ridisegnando profondamente le professioni, le prassi cognitive e persino i confini tra pensiero umano e elaborazione automatica.

In questo scenario, la domanda educativa urgente non è soltanto “come insegnare a usare l’IA”, ma “come formare menti capaci di comprendere, criticare, governare e orientare eticamente l’IA”.

Questa domanda richiede competenze che non si acquisiscono in corsi tecnici di poche ore. Richiede una formazione profonda nel linguaggio, nella logica, nella matematica, nella filosofia, nella storia del pensiero: richiede, in altri termini, esattamente ciò che dapprima il liceo classico ed anche il liceo scientifico hanno sempre offerto.

In questa grande prospettiva si inserisce l’autorizzazione del ministero dell’Istruzione e del Merito, prevista dal Decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026,  alla sperimentazione nazionale del liceo matematico, che prenderà avvio dall’anno scolastico 2026/2027.

Il laboratorio matematico consentirà di approfondire i legami tra i saperi matematico-scientifici e quelli umanistici, attraverso percorsi laboratoriali interdisciplinari progettati nell’autonomia delle scuole e in dialogo stretto con le università. È una scelta che valorizza la matematica come esperienza di pensiero e come strumento fondamentale di cittadinanza, anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dall’innovazione tecnologica.

Perché sperimentare ora

Il momento è cruciale per due ragioni convergenti. Da un lato, il sistema educativo italiano si trova di fronte a una finestra di opportunità: le disposizioni sull’autonomia scolastica (D.P.R. 275/1999) e le più recenti indicazioni ministeriali sul curricolo orientate alle competenze del futuro consentono sperimentazioni strutturate che, se coronate da successo, possono diventare modello replicabile a scala nazionale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le sue misure sul digitale nella scuola offrono risorse per dotazioni tecnologiche che fino a pochi anni fa sarebbero state inaccessibili per molti istituti. Queste risorse consentono anche di spingere il rinnovamento dell’insegnamento della matematica nei licei, come richiesto dalle nuove Indicazioni nazionali, al fine di valorizzare il rigore della matematica e, al tempo stesso, rafforzarne la capacità di promuovere comprensione, argomentazione, interpretazione e dialogo con gli altri saperi.

Dall’altro lato, il mondo universitario e professionale comincia a riconoscere esplicitamente il valore dell’unitarietà del sapere, della piena integrazione dei saperi scientifici, artistici, umanistici e speculativi. Superare la tradizionale separazione tra culture scientifica e umanistica, adottando un metodo multi/interdisciplinare sia nello studio che nella ricerca, riflette una esigenza di percorso riflessivo, il superamento di un sapere ancorato alla specificità di una singola disciplina, decisivi per lo sviluppo dell’integralità del pensiero e della capacità di guardare tutti i fattori presenti nella realtà e, quindi, capace di generare nuove “visioni” in grado di impattare in modo positivo e multidisciplinare nella vita di tutti i giorni.

L’integrazione dei saperi è in sostanza decisiva per la costruzione di quelle competenze nei giovani necessarie ad affrontare consapevolmente, e possibilmente a superare brillantemente, le inevitabili sfide (umane, professionali, di cittadinanza attiva) che la vita pone.

Caratteristiche del liceo matematico

Il liceo matematico, accogliendo sostanzialmente queste grandi esigenze, non è un semplice potenziamento orario della matematica, ma una proposta culturale e didattica che riconosce alla matematica, in base a quanto descritto nelle nuove Indicazioni, un ruolo centrale nella formazione delle studentesse e degli studenti.

La sperimentazione del liceo matematico, attivabile sia nel liceo classico che nel liceo scientifico, si basa su tre capisaldi fondamentali: l’approfondimento della matematica con l’aggiunta, rispetto al quadro orario ordinamentale, di un’ora curricolare da utilizzare per sviluppare tematiche interdisciplinari.

Da un lato, quindi, la matematica conserva le sue caratteristiche di disciplina “pura” per le sue caratteristiche di astrattezza ed elevatezza di pensiero. Dall’altro arricchisce i suoi rapporti con le altre discipline e garantisce una varietà di applicazioni, fornendo concetti e metodi ad altre scienze umanistiche e artistiche.

Si approfondiscono i rapporti con la letteratura, come testimoniato già da Platone, Dante, Galileo, Pascal, Carroll e altri, e oggi, per esempio, da Calvino o Rodari; interagisce significativamente con la filosofia, come è già avvenuto da Platone ad Agostino, da Kant a Russell, fino ai fondamentali teoremi di incompletezza di Gödel; manifesta, infine, valenze applicative nell’oggi, in quanto fondamento teorico della rivoluzione informatica, dell’IA, dello studio delle epidemie, della previsione del tempo atmosferico, della dinamica di sviluppo delle popolazioni, dell’evoluzione dell’economia della finanza delle telecomunicazioni e di altri aspetti della vita economica e sociale.

L’ora aggiuntiva di matematica deve essere, pertanto, svolta come laboratorio matematico, seconda caratteristica di questa sperimentazione, con una didattica fortemente interdisciplinare. Coniugare le varie anime della matematica e metterle in dialogo, sviluppando in modo equilibrato sia le competenze logico-matematiche-scientifiche, sia quelle linguistiche, artistiche e sociali, intessendo percorsi che integrino i saperi, è il focus dei percorsi laboratoriali fondati su un approccio fortemente interdisciplinare.

I laboratori costituiscono il cuore metodologico della sperimentazione: spazi di progettazione condivisa in cui le discipline dialogano intorno a problemi reali. Ogni laboratorio produce un artefatto (testo, codice, presentazione, report) che è oggetto di valutazione interdisciplinare, adottando un approccio pedagogico plurale e consapevolmente eclettico; non esiste una singola metodologia ottimale per tutti i contesti, gli obiettivi e i profili degli studenti.

Il curricolo del liceo matematico si avvale di un repertorio ricco di strategie didattiche, selezionate e combinate in funzione degli obiettivi specifici di ogni modulo del laboratorio. Il filo conduttore è il protagonismo dello studente: non ricettore passivo di contenuti, ma costruttore attivo di conoscenza attraverso l’esperienza, la riflessione, la collaborazione e la produzione, al fine di preparare  gli studenti alle nuove sfide globali, come la gestione dei Big Data e quelle relative alle utilizzazioni educative e professionali consapevoli, nel solco della didattica orientativa.

La sperimentazione del liceo matematico intende “rileggere” il curricolo del liceo classico e del liceo scientifico alla luce delle sfide del presente; è una proposta al presente per imparare approfonditamente dalla tradizione.

Riassumendo possiamo affermare che il liceo matematico intende:

– Sviluppare competenze critiche e interdisciplinari per interpretare i nessi tra passato e presente, tra umanesimo e tecnologia.
– Formare studenti con visione ampia, capacità analitiche ma anche etiche e filosofiche sul tema dell’IA.
– Favorire la transizione verso percorsi universitari e professionali ad alta complessità cognitiva (STEM, diritto, filosofia, scienze cognitive, Humanistic AI).

Per realizzare questa sostanziale innovazione didattica e metodologica è prevista, e questa è la terza caratteristica del liceo matematico, una forte sinergia scuola/università. I percorsi di approfondimento e i moduli didattici sono progettati insieme ai docenti dei dipartimenti universitari. È sempre con il dipartimento di matematica dell’università che la scuola non solo progetta ma impara, con lezioni e percorsi annuali di formazione specifica per gli insegnanti coinvolti nel liceo matematico, metodologie e verifica dei moduli laboratoriali.

Infatti è nell’ottica di questa profonda e concreta sinergia scuola-università che è nato dieci anni fa questo percorso, avviato dall’Università di Salerno e  cresciuto progressivamente grazie all’impegno delle scuole, dei docenti e delle università coinvolte. Oggi questo importante patrimonio viene inserito in una cornice nazionale, ed accompagnato dal MIM con un monitoraggio strutturato e una prospettiva di sistema.

Possiamo concludere questa nostra disamina della sperimentazione nazionale del liceo matematico, che vedrà l’avvio nel prossimo anno scolastico, auspicando che lo studente che completerà questo percorso quinquennale non sia né un umanista ignaro della tecnologia né un tecnico privo di radici culturali ma un pensatore bilingue, capace di muoversi con uguale padronanza nel linguaggio della tradizione e in quello della computazione, e – soprattutto – capace di far dialogare i due registri in modo fecondo, con la profondità della tradizione e con gli strumenti del presente.

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