Pubblicato il 15 Settembre 2026.


Tornano in questi giorni a scuola gli studenti di ogni ordine e grado e tornano a popolarsi le nostre scuole di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che sono il motivo per cui esiste la scuola.
L’avventura della scoperta e della crescita si rinnova tutti gli anni e tutti gli anni settembre è un mese pieno di attese, idee e progetti. Un mese in cui – almeno un po’ – ci si pongono domande e si provano a pensare strade da percorrere anche per i piccoli e grandi cambiamenti che ogni scuola affronta in questo periodo: a volte il cambio di dirigenza; molto spesso l’ingresso di nuovi docenti, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici; e sempre l’arrivo degli studenti delle classi prime…
I dirigenti scolastici sono chiamati ancora una volta a indicare la rotta del curricolo d’istituto (quest’anno anche con la novità per il primo ciclo delle nuove indicazioni nazionali) e a seguire e regolare spunti e intuizioni del personale scolastico. Un lavoro che ci pone sempre, e soprattutto in queste giornate di settembre, di fronte al bivio tra essere terminali della burocrazia (e sappiamo quanto si possa essere assorbiti dai click, dagli spid, dalle rilevazioni…) o essere leader pedagogici che attivano l’autonomia e l’intraprendenza dei singoli docenti e della collegialità.
È un mese di accoglienza e di conoscenza. Un mese che pone le basi del cammino dell’anno e che è spesso decisivo per fondamenta solide. Fondamenta solide che sono lo spazio apparentemente piccolo, ma concreto con cui in ogni scuola si possono piantare semi di speranza e di pace in mezzo ai momenti drammatici e ai cambiamenti violenti sullo scenario internazionale e climatico.
Costruire e ricostruire l’umano nell’avventura educativa è anche il semplice richiamo di un passo della Magnifica Humanitas, l’enciclica di Papa Leone XIV (un testo ricchissimo di spunti per tutte le donne e gli uomini di buona volontà):«Ricostruire oggi significa riconoscere che, nella pluralità di voci e di visioni che talvolta ricorda la dispersione delle lingue, esiste comunque una possibilità luminosa: quella di edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità».
Pluralità e diversità che diventano risorsa: questa la scommessa per la scuola oggi. Ascolto e dialogo: queste le condizioni perché quella scommessa possa trasformarsi in promessa.
Buon anno da tutto lo staff DiSAL!

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