Pubblicato il 1 Ottobre 2026.

Fonte: Orizzonte scuola

Articolo di Andrea Carlino

Il TESTO del decreto scuola (decreto n.170), approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 settembre, che introduce una serie di interventi sul sistema di istruzione, è stato pubblicato, dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mercoledì 30 settembre sulla Gazzetta Ufficiale. Dopo l’entrata in vigore, prevista per giovedì 1 ottobre, il provvedimento sarà trasmesso al Parlamento per la conversione in legge entro 60 giorni. Durante il percorso alle Camere, ricordiamo, il testo potrà essere modificato sia dal governo che dai gruppi parlamentari.

Di seguito le principali misure, raggruppate per ambito.

Integrazione e lingua italiana

A partire dall’anno scolastico 2027/2028, scattano nuove regole per la formazione delle classi prime nelle scuole elementari, medie e superiori, con l’obiettivo di garantire una composizione più equilibrata e favorire l’integrazione degli alunni stranieri.

Il limite del 30% per classe (art.13)

Nelle classi prime si applica un tetto massimo del 30% di studenti stranieri, calcolato solo su chi non ha svolto un percorso di studi pregresso in Italia:

  • Scuola primaria: il limite del 30% riguarda gli alunni senza cittadinanza italiana che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia.
  • Scuola secondaria (Medie e Superiori): il limite si applica agli studenti stranieri che non hanno frequentato con successo almeno tre anni scolastici nel sistema di istruzione italiano.

Per le iscrizioni in corso d’anno o nelle classi successive alla prima, la regola della distribuzione equilibrata entra in vigore in anticipo, già dall’anno scolastico 2026/2027.

Che succede se le iscrizioni superano il limite?

Se una scuola riceve troppe domande rispetto alla soglia consentita:

  1. Ridistribuzione tra scuole vicine: Gli Uffici scolastici territoriali provvederanno a distribuire gli studenti tra i plessi della zona, coordinandosi con i dirigenti.
  2. Tutela delle famiglie: Gli spostamenti terranno conto della vicinanza a casa e di particolari esigenze familiari (come l’assistenza a familiari con disabilità grave o altri impedimenti documentati).
  3. Fondi per il potenziamento linguistico: Per le scuole che non riusciranno a rispettare il tetto del 30% neanche dopo la riorganizzazione, il Ministero stanzia un fondo speciale (3,4 milioni di euro nel 2027 e oltre 14 milioni all’anno dal 2028). Questi soldi serviranno a finanziare corsi pomeridiani ed extracurricolari di italiano, realizzati anche in collaborazione con i CPIA, enti del Terzo Settore o realtà locali.
  4. Si supera l’automatismo dell’assegnazione basata sul dato anagrafico, trasferendo agli organi collegiali della scuola (in questo caso il Collegio dei docenti) la competenza esclusiva nel determinare il percorso e l’anno di studio più idonei per l’alunno di cittadinanza non italiana.

Un referente per supportare le famiglie

Per evitare che l’applicazione delle norme ostacoli il diritto allo studio, ogni Ufficio scolastico territoriale individuerà un referente per le iscrizioni. La figura avrà il compito di fare da tramite tra la burocrazia e le famiglie, aiutando a gestire le assegnazioni nei casi più complessi.

Corsi di italiano per i genitori e sanzioni per chi rifiuta (art.12)

Per evitare che la mancanza di comunicazione con i genitori comprometta il percorso di studio o il comportamento dei ragazzi, la scuola avrà il compito di segnalare ai servizi sociali le famiglie straniere con gravi e persistenti difficoltà con la lingua italiana. A quel punto, i servizi sociali predisporranno un piano d’aiuto su misura per la famiglia che comprenderà la frequenza di un corso gratuito di italiano presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.

L’obiettivo è far raggiungere ai genitori un livello minimo di padronanza della lingua (il livello A2). Saranno esentati solo i genitori affetti da disabilità, gravi patologie o particolari impedimenti lavorativi documentati. Per chi rifiuta di seguire il corso senza una valida giustificazione (salute o cause di forza maggiore), e ignora il sollecito formale ad adempiere, scatterà una multa che va da 200 a 1.000 euro, irrogata direttamente dal Prefetto.

Sicurezza e comportamento

Stop al volto coperto tra i banchi (art.12 comma 4)

L’altra novità riguarda l’obbligo di identificabilità all’interno degli istituti: diventa espressamente vietato partecipare a qualsiasi attività scolastica, sia durante le lezioni sia nei laboratori o nei rientri pomeridiani, presentandosi con il volto coperto o non riconoscibile. Le uniche deroghe ammesse riguardano motivi di salute o specifiche esigenze didattiche. Chi infrange la regola andrà incontro a una sanzione pecuniaria da 200 a 1.000 euro. Se a violare la norma sarà uno studente minorenne, la multa verrà notificata ai genitori. L’accertamento dell’infrazione spetterà al preside, mentre le scuole dovranno adeguare i propri regolamenti interni a queste nuove direttive.

Educazione al rispetto (art.4 comma 3)

La norma modifica la gestione e la dote finanziaria dei progetti scolastici dedicati all’educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto della violenza di genere.

Cambiano due aspetti fondamentali:

  • Fondi gestiti direttamente sul territorio: I finanziamenti non passano più attraverso l’INDIRE, ma vengono assegnati direttamente agli Uffici Scolastici Regionali tramite decreto del Ministero. Saranno poi gli uffici regionali a distribuirli alle singole scuole per realizzare i percorsi formativi.
  • Più risorse disponibili: Il budget destinato a questi progetti viene potenziato con 3 milioni di euro in più sia per il 2026 che per il 2027, attingendo da fondi già accantonati nell’ultima legge di bilancio.

Ordinamento e offerta formativa

Tutor e orientatori (art.2)

Per garantire la continuità dei progetti contro la dispersione scolastica, l’orientamento e l’inclusione anche nell’anno scolastico 2026/2027, arrivano nuovi finanziamenti destinati a premiare il lavoro degli insegnanti.

Il fondo per l’orientamento e il tutoraggio viene rifinanziato con 30 milioni di euro per il 2026 e 40 milioni di euro per il 2027. Le somme serviranno a:

  • Sostenere gli studenti: Creare percorsi di studio su misura per prevenire l’abbandono scolastico e favorire l’inclusione.
  • Valorizzare i docenti: Remunerare gli insegnanti impegnati nelle attività di tutor, orientamento, coordinamento e innovazione didattica.

Dal punto di vista della copertura finanziaria, i fondi vengono trovati in parte attingendo dalle riserve di bilancio del Ministero dell’Istruzione e dell’Economia, e in parte facendo slittare al 2028 l’inizio di una spesa precedentemente prevista da una legge del 2025.

Nuove denominazioni per istituti tecnici e professionali (art.9)

Gli Istituti Tecnici assumono la denominazione di “Licei Tecnologici”; gli Istituti Professionali quella di “Licei Professionali”. La variazione si applica a tutte le disposizioni normative vigenti e ai cataloghi degli indirizzi di studio territoriali.

I Licei Tecnologici si suddividono in due macro-settori principali:

  • Settore economico: include gli indirizzi dedicati all’amministrazione, finanza e marketing, oltre al percorso focalizzato sul turismo.
  • Settore tecnologico-ambientale: raccoglie una vasta gamma di specializzazioni orientate alle scienze applicate, all’industria e al territorio. Vi rientrano i percorsi in agraria, agroalimentare e agroindustria; chimica; costruzioni, ambiente e territorio; elettronica ed elettrotecnica; grafica e comunicazione; informatica e telecomunicazioni; meccanica, meccatronica ed energia; sistema moda; e infine trasporti e logistica.

I Licei Professionali, con una spiccata vocazione per le competenze operative e le filiere produttive del Paese, propongono un panorama articolato di indirizzi:

  • Ambiente, territorio e risorse primarie: percorsi dedicati all’agricoltura, sviluppo rurale e gestione delle risorse forestali e montane; alla pesca commerciale e produzioni ittiche; e alla gestione delle acque con relativo risanamento ambientale.
  • Industria, artigianato e manutenzione: indirizzi focalizzati sull’industria e l’artigianato per il Made in Italy e sulla manutenzione e assistenza tecnica.
  • Servizi al cittadino, cultura e commercio: percorsi rivolti ai servizi commerciali; all’enogastronomia e ospitalità alberghiera; ai servizi culturali e dello spettacolo; e ai servizi per la sanità e l’assistenza sociale.
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: due indirizzi specifici dedicati rispettivamente alle figure di odontotecnico e di ottico.

Un’ora di latino facoltativa alla scuola media (art.3 comma 2)

A partire dall’anno scolastico 2027/2028, per gli studenti delle scuole medie (a partire dalla seconda classe) arriverà una novità: la possibilità di frequentare un corso facoltativo di Latino per l’educazione linguistica. Si tratterà di un’ora in più alla settimana, per un totale di 33 ore all’anno.

A insegnarlo saranno i professori di italiano e storia delle medie (classe di concorso A-12), a patto che abbiano sostenuto nel loro percorso universitario almeno un esame annuale (o due semestrali) di lingua o letteratura latina, oppure ottenuto almeno 12 crediti (CFU) nella materia.

I docenti parteciperanno anche alla valutazione degli studenti che decideranno di seguire il corso. Infine, il testo precisa che la novità verrà introdotta senza costi aggiuntivi per lo Stato, utilizzando le risorse, gli spazi e il personale già a disposizione delle scuole.

Personale scolastico

Assunzioni da ITS Academy (art.7 comma 13)

È prorogata fino al 2028 la possibilità per la Pubblica Amministrazione di assumere a tempo determinato giovani laureati (fino al 10% delle capacità assunzionali) e diplomati ITS Academy del settore ICT, anche senza laurea (fino al 15%).

Percorsi abilitanti (art.7 comma 5 A)

Diventa permanente l’accesso ai percorsi abilitanti da 30 CFU per chi ha già esperienza d’insegnamento, prima limitato ai primi tre cicli di corsi universitari. L’accesso sarà strutturale per tre categorie: chi ha almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque (di cui uno specifico), chi ha partecipato al concorso straordinario bis e chi insegna nei percorsi regionali IeFP. Confermate le quote di riserva pari complessivamente al 45% (40% per precari triennali e straordinario bis, 5% per la IeFP).

Diplomati ITP (art.7 comma 5 B)

Prevista una proroga dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027 del termine entro cui il solo diploma di scuola secondaria resta valido per l’accesso ai concorsi e alle classi di concorso della Tabella B. La modifica all’art. 22 del D.Lgs. 59/2017 concede un anno in più ai diplomati ITP per inserirsi nel reclutamento docente.

Funzionari EQ (art. 7 comma 10, 11 e 12)

Per garantire il buon funzionamento delle segreterie scolastiche e ridurre il ricorso alle reggenze temporanee (le mansioni superiori assegnate al personale), a partire dall’anno scolastico 2027/2028 scatta un nuovo meccanismo per coprire i posti scoperti nell’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione.

Per le nuove assunzioni si utilizzeranno le graduatorie dei concorsi e delle progressioni di carriera banditi nel 2024, con queste regole:

  • Priorità ai vincitori: Verranno immessi in ruolo con precedenza tutti i candidati risultati vincitori sia nel concorso ordinario sia nella procedura di progressione interna.
  • Compensazione dei posti: Se una delle due graduatorie dei vincitori dovesse esaurirsi prima del previsto, i posti rimasti scoperti verranno assegnati attingendo dai vincitori dell’altra graduatoria.
  • Scorrimento degli idonei (se restano posti): Qualora, dopo aver assunto tutti i vincitori, dovessero avanzare ulteriori posti autorizzati, si procederà allo scorrimento delle graduatorie pescando tra gli idonei (chi ha superato le prove pur non essendo tra i primi posizionati).
  • Ripartizione pari merito: Lo scorrimento avverrà in misura uguale (50 e 50) tra il concorso e le progressioni interne. Se una delle due graduatorie degli idonei dovesse finire, i posti rimanenti verranno coperti attingendo interamente dall’altra fino al suo esaurimento.

Formazione incentivata dei docenti (art.3 comma 3)

Incentivo economico del 10% sullo stipendio per i docenti di ruolo che completano il percorso formativo triennale. La norma fissa in via transitoria la misura al 10% del trattamento stipendiale in godimento, in attesa della definizione contrattuale della forbice prevista tra il 10% e il 20%. Su un imponibile stipendiale tra i 25.000 e i 35.000 euro, il premio una tantum si attesterebbe tra i 2.500 e i 3.500 euro lordi.

Fascicolo digitale docente (art.3 comma 1)

La piattaforma ministeriale usata dalle scuole (il SIDI) verrà modernizzata e potenziata. L’idea è quella di creare un unico portale online capace di far dialogare tra loro tutti i software e i database esistenti, senza costringere il personale a doversi giostrare tra più programmi diversi.

Attraverso questa nuova piattaforma si potranno gestire in un unico posto sia la parte burocratica legata ai lavoratori della scuola, sia le attività di programmazione e valutazione degli istituti.

Per realizzare questo progetto sono stati messi sul piatto 14 milioni di euro in due anni (1 milione per il 2026 e 13 milioni per il 2027), attinti direttamente da fondi speciali già previsti nel bilancio del Ministero dell’Economia.

Stipendi dirigenti scolastici (art.7 comma 1)

Per ridurre il divario stipendiale tra i dirigenti scolastici e gli altri dirigenti pubblici, per l’anno scolastico 2025/2026 viene stanziato un aumento di 14 milioni di euro (al lordo delle trattenute a carico dello Stato). I fondi andranno ad alimentare il Fondo Unico Nazionale per l’anno 2026 e saranno destinati direttamente alla retribuzione variabile e ai premi di risultato dei presidi.

La spesa verrà coperta riutilizzando e riallocando risorse già previste da vecchie disposizioni di legge (nello specifico, attingendo da capitoli di spesa precedentemente autorizzati dalla legge sulla “Buona Scuola” del 2015 e dalla legge di stabilità del 2016).

Alunni con disabilità

PEI aggiornato solo in presenza di nuovi elementi (art.1)

Il PEI non dovrà più essere rinnovato ogni anno per prassi, ma sarà aggiornato soltanto in presenza di effettive novità cliniche o didattiche.

La norma stabilisce tempi diversi a seconda della storia scolastica dell’alunno: per chi è al primo anno o ha ottenuto una nuova certificazione, la tabella di marcia prevede una stesura provvisoria a giugno e la chiusura del documento definitivo entro il 15 ottobre. Per gli studenti che proseguono invece il loro percorso nella stessa scuola, il PEI definitivo dovrà essere pronto già prima dell’estate, a giugno, con una finestra per eventuali ritocchi e correzioni concentrata nelle prime due settimane di ottobre. Resta comunque la possibilità di aggiornare il piano anche durante l’anno se le condizioni dell’alunno dovessero cambiare.

Sul fronte delle ore di sostegno, il testo punta a proteggere la continuità didattica. Quando si passa da un anno all’altro all’interno dello stesso ciclo scolastico, la priorità sarà confermare il monte orario dell’anno precedente, a meno che non ci siano motivate ragioni per modificarlo. I calcoli verranno invece riesaminati da capo nei passaggi chiave, come il cambio di grado (ad esempio nel passaggio dalle medie alle superiori). Inoltre, la richiesta delle ore non sarà più una semplice indicazione generale, ma dovrà essere espressamente motivata all’interno del piano.

Infine, arriva una stretta sui tempi di approvazione per evitare blocchi o ritardi. Il Gruppo di Lavoro Operativo — l’organismo composto da docenti, specialisti e famiglie che definisce il piano d’aiuto — potrà approvare il PEI anche se uno dei suoi membri risulta assente, a patto che sia stato regolarmente convocato. In questo modo si punta a evitare che l’assenza di un singolo componente fermi l’iter burocratico e ritardi l’attivazione delle tutele per lo studente.

Diritto allo studio e contrasto alla dispersione

Diritto allo studio (art.4 comma 1, 2)

Aiuti straordinari per i libri di testo gratuiti (2026): Per il 2026 vengono stanziati 21 milioni di euro in più per il fondo destinato alla fornitura (totale o parziale) dei libri di testo scolastici a favore delle famiglie con redditi più bassi. Le risorse verranno distribuite sul territorio con le consuete modalità già in uso.

Contributi per le famiglie: tetto ISEE più alto e nuova gestione (dal 2027): Cambiano le regole per il fondo di sostegno alle famiglie per il materiale e le spese scolastiche. La gestione passa direttamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito (non più al Ministero dell’Interno) con un budget stabilizzato di 20 milioni di euro all’anno a partire dal 2027.

Vengono inoltre introdotti due importanti aggiornamenti:

  • Soglia ISEE più alta: Può accedere chi ha un ISEE fino a 40.000 euro (prima il limite era fissato a 30.000 euro).
  • A chi spetta: Il contributo sarà destinato agli studenti iscritti alla prima media (prima classe della secondaria di primo grado) e alla prima e terza superiore (classi prime e terze della secondaria di secondo grado).

Lotta alla dispersione scolastica (art.2)

Per garantire il proseguimento delle attività contro l’abbandono scolastico e a supporto dell’orientamento degli studenti anche nell’anno scolastico 2026/2027, arrivano nuovi fondi destinati a valorizzare il lavoro degli insegnanti. In concreto, la misura mette a disposizione 30 milioni di euro per il 2026 e 40 milioni per il 2027. Le risorse servono a finanziare i percorsi di studio personalizzati per i ragazzi e a retribuire i docenti impegnati nelle funzioni di tutor, orientamento, coordinamento e sostegno alla didattica. Dal punto di vista della copertura finanziaria, i fondi vengono recuperati in parte da stanziamenti e riserve di bilancio del Ministero dell’Istruzione e dell’Economia, e in parte posticipando al 2028 l’entrata in vigore di una spesa precedentemente prevista da una legge del 2025.

Edilizia scolastica (art.11)

Per garantire il completamento dei lavori sui fabbricati scolastici finanziati in tutto o in parte con i fondi del PNRR, la norma introduce alcune regole di semplificazione e supporto tecnico:

  • Proroga delle procedure veloci: I cantieri di edilizia scolastica PNRR che non verranno terminati entro la scadenza ufficiale del Piano potranno comunque continuare a beneficiare delle procedure semplificate e dei poteri straordinari (previsti dalle norme sull’emergenza scolastica del 2020) fino al totale completamento delle opere.
  • Fondi per l’assistenza tecnica (fino al 2%): Per aiutare il Ministero dell’Istruzione e del Merito a gestire i cantieri, il monitoraggio e i controlli, fino al 2% delle risorse stanziate per ciascun intervento potrà essere destinato a servizi di supporto e consulenza specialistica (a patto che tali opere non stiano già usufruendo di altri fondi specifici per l’assistenza tecnica).
  • Collaborazione tra enti e società pubbliche: Per svolgere queste attività di supporto e monitoraggio, il Ministero potrà sia stringere accordi di cooperazione con altre Pubbliche Amministrazioni, sia affidare direttamente gli incarichi a società ed enti pubblici in house

Chiusura PNRR (art.8)

Per garantire la chiusura rapida e senza intoppi dei progetti del PNRR gestiti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, la norma assegna nuovi fondi per remunerare il lavoro straordinario e le attività di controllo nelle scuole e negli uffici ministeriali.
Nello specifico, i finanziamenti servono a:

  • Bonus una tantum per i revisori dei conti: Per rafforzare i controlli amministrativi e contabili sui fondi PNRR, i revisori delle scuole riceveranno un compenso straordinario. Vengono stanziati in totale 4 milioni di euro (2,5 milioni per il 2026 e 1,5 milioni per il 2027).
  • Straordinari per il personale scolastico: Il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF) viene incrementato di 5 milioni di euro per il 2026. Questa somma servirà a pagare gli straordinari a docenti e ATA impegnati nell’accelerare le pratiche e le scadenze finali del PNRR.
  • Fondi per il personale in comando al Ministero: Viene destinato 1 milione di euro per il 2026 per valorizzare il personale scolastico che lavora temporaneamente in distacco presso gli uffici centrali del Ministero dell’Istruzione.
  • Straordinari per i dipendenti del Ministero: Si stanziano 600.000 euro per il 2026 dedicati agli straordinari dei dipendenti ministeriali (area Funzioni Centrali), per gestire il surplus di lavoro dovuto alla chiusura dei progetti PNRR e all’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.

Scuola europea di Brindisi (art.5)

La Scuola Europea di Brindisi punta a potenziare la propria offerta formativa internazionale e si candida per attivare il prestigioso percorso dell’International Baccalaureate (Diploma Programme9.

Ecco come funzionerà la novità in sintesi:

  • Proroga dei finanziamenti: I fondi già previsti per la scuola vengono estesi anche per tutto il 2027.
  • Selezione del personale: Verrà aperto un bando nazionale per selezionare fino a 9 docenti di ruolo e 2 unità ATA. Sarà data priorità a chi ha un’ottima conoscenza dell’inglese ed esperienze di insegnamento all’estero o in scuole internazionali.
  • Tutele per gli insegnanti: I docenti selezionati manterranno la titolarità nella propria scuola d’origine e non perderanno la continuità di servizio. Inoltre, il coniuge dipendente pubblico potrà chiedere il trasferimento o il distacco nella sede di Brindisi (o nelle vicinanze) per seguire la famiglia.
  • Incentivi economici: Per attrarre i migliori profili, agli insegnanti spetterà un’indennità aggiuntiva di 36.000 euro all’anno, con un ulteriore bonus per le funzioni di coordinamento e un contributo una tantum di 15.000 euro per il trasferimento da fuori provincia (a patto di rimanere per almeno tre anni).
  • Copertura finanziaria: Per sostenere il progetto e le nuove indennità sono stati stanziati circa 1,9 milioni di euro per il 2027 e oltre 800 mila euro all’anno a partire dal 2028.

Misure per il Friuli Venezia-Giulia (art.6)

La Regione Friuli-Venezia Giulia introduce due importanti misure a proprie spese per sostenere le scuole del territorio:

  • Fondi della Regione per più personale a scuola: Per potenziare l’offerta formativa e coprire meglio le supplenze brevi, la Regione potrà finanziare direttamente – con risorse proprie – l’assunzione di personale scolastico extra rispetto a quello previsto dalle quote nazionali. Per i lavoratori assunti, il servizio svolto verrà riconosciuto e valutato a tutti gli effetti.
  • Docenti di madrelingua tedesca senza abilitazione: Per risolvere la carenza di insegnanti nelle scuole statali bilingui del territorio, la Regione verserà allo Stato i fondi necessari per attivare contratti a tempo determinato. Attraverso apposite selezioni, si potranno ingaggiare insegnanti madrelingua o esperti di lingua tedesca anche se non possiedono l’abilitazione all’insegnamento. I docenti faranno a tutti gli effetti parte del consiglio di classe, con gli stessi diritti e doveri degli altri colleghi. Un decreto del Ministero fisserà entro due mesi le regole specifiche per la loro assunzione.

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