Fonte: Tuttoscuola
Articolo di redazione
Competenze non cognitive e trasversali, una scuola su 6 parteciperà alla sperimentazione. Pubblicato il decreto
Come anticipato da Tuttoscuola nelle scorse settimane, a fine luglio è stato pubblicato il decreto ministeriale con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito autorizza ufficialmente la partecipazione delle istituzioni scolastiche alla sperimentazione nazionale finalizzata all’introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici, prevista dalla legge 19 febbraio 2025, n. 22. Si tratta di un passaggio atteso, perché rende operativa una delle innovazioni introdotte dalla legge approvata lo scorso anno: la possibilità per le scuole di sperimentare, per un triennio, percorsi educativi e didattici dedicati allo sviluppo di competenze quali autoconsapevolezza, gestione delle emozioni, capacità relazionali, collaborazione, responsabilità, resilienza e pensiero critico, all’interno della progettazione educativa.
Quasi 600 progetti presentati, 443 approvati.
Il decreto certifica l’interesse registrato da parte delle istituzioni scolastiche. All’Avviso pubblico emanato dal Dipartimento per il sistema educativo il 30 marzo scorso sono infatti pervenute 594 proposte progettuali, valutate da una Commissione tecnica istituita dal Ministero. Sono state autorizzate alla partecipazione le scuole le cui candidature hanno ottenuto una valutazione pari o superiore a 50 punti su 100, come previsto dal decreto ministeriale del 15 gennaio 2026 che ha dato avvio alla sperimentazione. In particolare sono state ritenute ammissibili 443 proposte progettuali, che coinvolgono complessivamente 1.169 istituzioni scolastiche: una su sei, un coinvolgimento che rende questa sperimentazione una delle più rilevanti di sempre.
L’elenco completo delle istituzioni scolastiche autorizzate è riportato nell’Allegato A del provvedimento e comprende scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado distribuite sull’intero territorio nazionale.
Una sperimentazione che durerà tre anni
L’articolo 1 del decreto stabilisce che, dalla data di emanazione del provvedimento e per un triennio, le scuole autorizzate potranno sviluppare attività educative e didattiche dedicate alle competenze non cognitive e trasversali secondo quanto previsto dalla legge n. 22 del 2025.
La sperimentazione coinvolge:
- scuole statali;
- scuole paritarie;
- istituti di ogni ordine e grado;
- reti di scuole, ove previste dalle candidature.
L’obiettivo è raccogliere evidenze e modelli organizzativi utili a valutare l’introduzione sistematica di queste competenze nei curricoli scolastici.
Le reti di scuole dovranno completare la candidatura entro il 30 settembre
Per le candidature presentate in forma di rete il decreto introduce un ulteriore adempimento.
Le istituzioni scolastiche che, in fase di candidatura, avevano dichiarato l’impegno a costituire una rete dovranno trasmettere l’accordo di rete entro le ore 23.59 del 30 settembre 2026 mediante PEC istituzionale. Il mancato invio comporterà la decadenza dell’autorizzazione alla partecipazione alla sperimentazione.
Nell’Allegato A le scuole interessate da questo adempimento sono contrassegnate con una specifica indicazione nella colonna dedicata al perfezionamento della candidatura.
Un tassello della riforma sulle competenze non cognitive
Il decreto rappresenta il primo atto applicativo della legge 22/2025 e dà concreta attuazione al percorso delineato dal Ministero all’inizio dell’anno con il decreto n. 6 del 15 gennaio 2026, che aveva promosso la sperimentazione nazionale nell’ambito dell’autonomia scolastica.
La sperimentazione si inserisce nel dibattito, sempre più centrale anche a livello internazionale, sul ruolo delle cosiddette competenze non cognitive o trasversali nel successo formativo degli studenti. Accanto agli apprendimenti disciplinari, il legislatore punta infatti a valorizzare dimensioni come la capacità di lavorare in gruppo, la gestione delle difficoltà, la motivazione, il senso di responsabilità e le abilità relazionali, considerate sempre più rilevanti sia nei percorsi di studio sia nell’inserimento nel mondo del lavoro.
Ora si apre la fase operativa
Con la pubblicazione del decreto si conclude la fase di selezione e prende avvio quella operativa. Nei prossimi tre anni le scuole autorizzate saranno chiamate a tradurre i propri progetti in attività educative e didattiche concrete, contribuendo a costruire un patrimonio di esperienze che potrà orientare le future scelte normative.
Come già sottolineato da Tuttoscuola, ora si apre la fase più delicata: quella della formazione dei docenti e dell’accompagnamento delle scuole. È proprio qui che si giocherà il successo dell’intera operazione. Perché una sperimentazione di questa portata non può essere sostenuta soltanto dalla buona volontà delle scuole. Servono risorse dedicate per consentire ai collegi docenti di progettare, monitorare, documentare e valutare i percorsi avviati, anche attraverso il coinvolgimento di università, enti di ricerca e soggetti qualificati per la formazione. Per ora non è arrivato alcun messaggio concreto dal MIM a questo riguardo.





















